Indel B – Sempre attenta alle opportunità di crescita

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Indel B, capofila di un gruppo attivo nella refrigerazione mobile applicabile ai comparti Automotive e Leisure time e alla refrigerazione per il mercato Hospitality, archivia un brillante primo semestre 2017 in linea con quanto avvenuto negli scorsi esercizi.

Il gruppo romagnolo si lascia alle spalle un primo semestre 2017 decisamente positivo, con un giro d’affari in crescita del 15% a 54,4 milioni, l’Ebitda, aumentato del 15,4% a 9 milioni e un utile netto pressoché invariato a 5,8 milioni.

Tutto ciò grazie alla raccolta dei risultati di quanto pianificato e iniziato in precedenza a cui si aggiungono una serie di operazioni, come affermato da Luca Bora, amministratore delegato di Indel B, orientate a “individuare le giuste sinergie e cogliere le opportunità derivanti dalle acquisizioni che abbiamo realizzato; proseguire con il percorso di crescita organica; valutare nuove opportunità di acquisizioni”.

Operazioni quali l’acquisizione del 40% della società brasiliana Elber Industria De Refrigeracao ltda e del 100% di Autoclima, realizzate nel corso del 2017.

Strategie, quelle di Indel B, apprezzate dalla Borsa. Infatti dal 19 maggio 2017, giorno di debutto a Piazza Affari, il titolo ha guadagnato circa il 21%, sovraperformando il relativo indice settoriale, che nel periodo in esame è salito dell’8 per cento.

Luca Bora, Ceo di Indel B, delinea le priorità strategiche

“Individuare le giuste sinergie e cogliere le opportunità derivanti dalle acquisizioni che abbiamo realizzato; proseguire con il percorso di crescita organica; valutare nuove opportunità di acquisizioni”.

Sono queste, afferma Luca Bora, amministratore delegato di Indel B, “le priorità strategiche a cui stiamo lavorando e che ci permetteranno di continuare a crescere in linea con quanto avvenuto negli anni passati”.

E continua “il tutto in presenza di un mercato, quello in cui opera il gruppo, che non è ancora saturo ed è pertanto caratterizzato da importanti opportunità di sviluppo. A ciò si aggiunge anche una situazione macroeconomica non sfavorevole nelle aree in cui siamo attivi e che noi puntiamo a sfruttare al fine di incrementare la nostra presenza il nostro posizionamento ed i nostri ricavi”.

Individuare le sinergie e cogliere le opportunità dalle realtà acquisite

Nel corso del 2017 Indel B ha realizzato due importanti acquisizioni.

La prima ha riguardato il 40% di Elber Industria De Refrigeracao ltda, società brasiliana prevalentemente attiva nella produzione di mini fridge e sistemi di refrigerazione per il settore automotive e leisure time, il cui corrispettivo è stato pari a R$ 11.522.600  (circa 3,1 milioni di euro). Un’azienda gestita, sottolinea il capo azienda, “da governance comune con il socio brasiliano”.

La seconda acquisizione ha riguardato il 100% della società Autoclima per un corrispettivo di 31,4 milioni. Un’operazione che consente a Indel B di aumentare la presenza in Europa in modo particolare nel mercato del mobile air conditioning rivolgendosi ad altri segmenti quali bus, minibus, rail & metro e veicoli speciali.

Una nostra priorità strategica, afferma Bora “consiste pertanto nell’apportare il nostro contributo, come management di Indel B, alle strategie delle realtà acquisite, nonché individuare le giuste sinergie e cogliere le opportunità che ci hanno spinto a portare avanti queste due operazioni”.

Proseguire con la crescita organica

“La nostra seconda priorità strategica”, afferma il numero uno dell’azienda, ”consiste nel portare avanti la crescita organica. Tutto ciò grazie a nuovi progetti su cui stiamo lavorando, nuovi prodotti e nuovi clienti, che ci consentiranno un’ulteriore crescita dei ricavi”.

“L’importante percorso di sviluppo che ci ha contraddistinto nel corso degli ultimi anni nonché nel primo semestre del 2017”, prosegue l’Ad,“è stato realizzato con un aumento della market share della nostro gruppo e in presenza di una situazione di mercato non sfavorevole. Situazione che pensiamo di poter continuare a sfruttare con l’obiettivo di crescere anche di più rispetto a quanto fa il mercato, grazie anche alla maggior diffusione e penetrazione dei nostri prodotti”.

La crescita per linee esterne

“Il nostro terzo pilastro strategico”, afferma Bora, “è rappresentato dalla crescita per linee esterne ovvero attraverso acquisizioni mirate, come avvenuto con le già citate Elber e Autoclima”.

E a proposito di acquisizioni, l’Ad sottolinea che “siamo sempre alla ricerca di nuove opportunità di crescita per linee esterne” e ribadisce che “la nostra società deve essere in grado di individuare le sinergie e cogliere le opportunità sia commerciali che produttive derivanti dalle realtà che vengono acquisite”.

Il mercato Automotive

“In riferimento ai diversi segmenti su cui opera Indel B”, premette Bora,“ognuno di essi ha dinamiche diverse”.

“Buona parte della nostra attività in ambito automotive” prosegue l’Ad,“è legata ai grandi costruttori di camion, che rappresenta un business sostanzialmente ciclico e che sta vivendo una fase abbastanza positiva in Europa. Una situazione di cui stiamo beneficiando e che dovrebbe mantenersi anche nel prossimo futuro. L’automotive (OEM + After Market) rappresenta circa il 60% del fatturato e buona parte di tale quota è realizzato in Europa, dove siamo presenti soprattutto nell’ambito dei veicoli commerciali pesanti e dal quale emergono ancora segnali positivi”.

E continua “l’altra parte importante del business automotive è realizzata in Nord America, dove stiamo e continueremo beneficiare nel breve-medio periodo dell’aumento della nostra market share. La crescita in tale area è da attribuire principalmente alla conquista di nuovi clienti importanti, che hanno determinato un aumento delle nostre vendite. Vendite che ci aspettiamo potranno crescere ulteriormente rispetto al primo semestre dell’anno in corso”.

Il mercato Hospitality

“Guardando poi al settore dell’hospitality, rappresentato da alberghi e navi da crociera, non individuiamo particolari dinamiche in grado di cambiare la situazione attuale. Si tratta infatti di un mercato che tutt’ora sta crescendo, in particolare nelle navi da crociera, nel quale stiamo realizzando importanti risultati in termini di ricavi (+21% nel primo semestre 2017)”.

E aggiunge “abbiamo ottenuto importanti commesse da armatori che operano nel mondo delle navi da crociera, apportando un contributo significativo ai nostri ricavi. Tali commesse non si esauriscono nel corso dell’anno e i benefici che ne derivano dovrebbero estendersi anche nel medio termine”.

Il mercato Leisure

“Guardando invece al mercato Leisure time, rappresentato dalla nautica da diporto e dal veicolo ricreazionale (roulotte, caravan, camper), si rileva che la maggior parte dei ricavi deriva proprio dai nostri prodotti rivolti al mondo nautico, con i quali siamo uno dei leader di settore”.

Prosegue l’Ad “in presenza di una situazione in Europa e America non negativa, la grande opportunità viene però dal veicolo ricreazionale, che rappresenta un mercato molto importante e interessante. Mercato dove siamo attualmente un piccolo player e con una ridotta quota di mercato, ma nel quale crediamo di poter avere rilevanti opportunità, grazie a collaborazioni strategiche con altri partner a livello commerciale, e a nuovi prodotti su cui stiamo lavorando”.

I conti del primo semestre 2017

Il gruppo ha archiviato il primo semestre del 2017 con un giro d’affari di 54,4 milioni, in crescita del 15% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

Tale performance si è riflessa sull’Ebitda, che si è incrementato del 15,4% a 9 milioni, con il relativo margine che si è mantenuto sostanzialmente stabile al 16,5 per cento.

Il conto economico si è chiuso con un utile netto pressoché invariato a 5,8 milioni, dopo aver contabilizzato proventi finanziari netti in calo del 44,4% a 0,5 milioni, al cui interno si saldano utili da partecipazioni valutate a patrimonio netto per 1,2 milioni e oneri finanziari netti più che raddoppiati a 0,7 milioni. Inoltre, sul risultato finale hanno pesato oneri non ricorrenti per 1,5 milioni, riferiti per 1,2 milioni ai costi sostenuti per la quotazione all’Mta avvenuta lo scorso mese di maggio. 

Dal lato patrimoniale le disponibilità finanziarie nette assommano a 5,1 milioni, rispetto a un indebitamento finanziario netto di oltre 9 milioni a fine anno 2016, una variazione che recepisce principalmente liquidità per circa 22 milioni derivante dall’aumento di capitale in occasione dell’ingresso in Borsa e assorbimenti da investimenti per 8,3 milioni e dal pagamento di dividendi per 3,8 milioni. 

Lo scenario dei prossimi mesi

“Le previsioni ci permettono di essere fiduciosi”, afferma il capo azienda,“dopo un primo semestre 2017 che ha evidenziato una crescita dei ricavi in linea con quanto avvenuto in passato”.

E aggiunge “ci aspettiamo che il secondo semestre sia abbastanza in linea con la prima metà dell’esercizio corrente”.

Ricavi – Cresce più dei peers 

Nelle seguenti tabelle viene presentato un confronto tra il gruppo Indel B e i principali peers.

Da rilevare che per il triennio 2014-2016 sono stati utilizzati i dati storici, mentre per il periodo 2017-2019 sono state impiegate le stime elaborate da Bloomberg.

Dalla tabella sull’evoluzione dei ricavi si evidenzia come nel periodo 2014-2016 i ricavi totali del gruppo siano passati da 66,7 milioni a 88,1 milioni con una crescita media annua del 14,9% e quindi superiore rispetto al 10,6% dei peers.

E il trend dovrebbe confermarsi nel prossimo triennio con un progresso medio del 14,1%, mantenendosi quindi al di sopra della mediana.

Ebitda – Ottimo progresso in scia al giro d’affari

L’evoluzione storica dell’Ebitda si conferma decisamente a favore di Indel B. Un andamento che sembra mantenersi, seppur in modo più contenuto, a livello prospettico, e che rimane nettamente migliore rispetto ai competitors.

Nel dettaglio la crescita media annua dell’Ebitda di Indel B nell’ultimo triennio si è attestata al 22,8% e quindi pressoché doppia rispetto a quella dei peers, pari all’11,2 per cento.

Nel prospettico il progresso dovrebbe invece evidenziare un rallentamento al 18,3%, rimanendo comunque ben al di sopra dell’8,2% dei peers.

Ebit – Sovaperforma sia nello storico sia nel prospettico

Guardando poi all’andamento dell’Ebit consolidato si rilevano ottime performance sia nello storico che nel prospettico.

Nel dettaglio il gruppo evidenzia nel periodo 2014-2016 una crescita media del 29,9% a livello di Ebit, battendo il 9,8% dei competitors.

Anche nel caso del risultato operativo, come per l’Ebitda, la dinamica appare più contenuta, pur mantenendosi decisamente positiva, rispetto allo storico e superiore al 10,2% dei peers.

Multipli – A sconto sui principali indicatori

Dal confronto dei multipli di Indel B con i principali peers, si rileva che il titolo tratta a sconto sulla maggior parte degli indicatori.

Più in particolare il p/e si attesta a 12,6 volte nel 2017 e a 10,8 volte nel 2018, rispettivamente a sconto del 36% e del 26 per cento.

Dinamica simile nel caso Ev/Ebitda, rispettivamente inferiore del 14,3% e del 17,9 rispetto alla mediana di confronto.

Rilevante lo sconto anche a livello di Ev/Ebit, che si attesta nel 2017-2018 al 33 e al 36%.

Redditività – Fa meglio dei peers

Sul fronte della redditività il gruppo segna buone prestazioni ed evidenzia una superiorità rispetto ai competitors. Nell’ultimo triennio il gruppo ha evidenziato un Ebitda margin in progresso, passando dal 13,9% del 2014 al 15,8% dell’esercizio 2016.

Una dinamica che, secondo le stime di Bloomberg elaborate da Market Insight, dovrebbe migliorare ulteriormente nel prospettico, raggiungendo il 17,5% nell’esercizio corrente, per poi mantenersi sostanzialmente stabile fino al 2019.

Dal confronto con i peers emerge che nello storico il differenziale sull’Ebitda margin si è attestato nel 2015 a 4,9 punti e nel 2016 a 1,7 punti a favore di Indel B. Una dinamica che dovrebbe amplificarsi nell’esercizio corrente e in maniera più contenuta nel 2018-2019, rispettivamente con un gap di circa 4 e 3 punti.

L’andamento positivo di Indel B si rileva anche sul fronte dell’Ebit margin, che nell’ultimo triennio è cresciuto passando dal 12,6% del 2014 al 16,1% del 2016. Una performance che, secondo le stime, dovrebbe mantenersi sostanzialmente stabile anche nel prospettico.

Dal confronto con i peers emerge che il gap si è ampliato salendo dal 2,4% del 2014 al 5,9% dello scorso esercizio, con un picco di circa l’8% nel 2015. E tale dinamica dovrebbe proseguire, seppur in maniera lievemente più contenuta, anche nel prospettico, con un differenziale che passa da 5 punti nel 2017 a 4,4 punti nel 2019.

Analisti – Pochi ma tutti positivi

Banca Imi nello studio dello scorso 29 settembre conferma il buy ed eleva il target price a 38,3 euro dai precedenti 34,6 euro. Ciò in considerazione degli effetti che dovrebbero derivare dal consolidamento della neo-acquisita Autoclima e che dovrebbero pienamente esprimersi a partire dal biennio 2018-2019.

Banca Akros migliora la raccomandazione a buy da accumulate e alza il prezzo obiettivo a 40 euro dal precedente 30,10 euro. L’analista evidenzia che l’utile netto di Indel B dovrebbe salire ulteriormente nel 2018 grazie all’effetto combinato di crescita organica e delle recenti acquisizioni.

Borsa – La buona performance riflette l’apprezzamento delle strategie 

Il titolo Indel B ha chiuso la seduta di ieri con un ribasso dello 0,6%, portandosi a 31,47 euro.

Ricordiamo che la società ha fatto il suo debutto a Piazza Affari nello scorso mese di maggio, ad un prezzo di collocamento pari a 23 euro.

Ad oggi il titolo ha segnato un rialzo complessivo di circa il 21%, sovraperformando il relativo indice settoriale, che nel periodo in esame è salito dell’8 per cento.

Un trend ascendente sostenuto dall’apprezzamento del mercato nei confronti di una strategia societaria basata sul recepimento delle sinergie e delle opportunità derivanti dalle acquisizioni realizzate, sul proseguimento del percorso di crescita organica nonché sulla valutazione di nuove opportunità di acquisizioni.

Criticità 

Sul fronte delle criticità il gruppo deve affrontare principalmente il problema dei costi delle materie prime, che negli ultimi 12 mesi hanno evidenziato incrementi significativi.

Al riguardo, l’Ad sottolinea che “Indel B è stata capace di difendere le proprie marginalità ma non siamo ovviamente in grado di prevedere quale sarà la dinamica di suddetti costi nei prossimi 6-12 mesi. Dinamica che può risultare difficilmente riversata sui prezzi pagati dai principali Clienti OEM e che, se dovesse proseguire, potrebbe avere effetti sulle marginalità stesse”.

Un secondo fattore di criticità è costituito dalle variazioni dei tassi di cambio, che sono difficilmente governabili. Tuttavia, in generale, Indel B è abbastanza immune da tale rischio, in quanto gran parte delle transazioni, sia ricavi che costi, sono espressi nella valuta di origine e spesso anche in euro.