Mercati Usa – Partenza poco sopra la parità

Apertura in lieve territorio positivo a Wall Street, in un contesto di mercato in cui sembra comunque prevalere un velo di incertezza per le questioni geopolitiche in Corea del Nord e Medio Oriente. Dopo pochi minuti di scambi, i tre indici principali guadagnano lo 0,1-0,2 per cento.

I mercati continuano a monitorare l’andamento del comparto obbligazionario, con il tasso del T-bond che si mantiene in prossimità dei massimi da luglio 2011 oltre la soglia del 3 per cento.

L’impennata dei rendimenti dei Treasuries continua a sostenere il biglietto verde, stabile sui massimi da inizio anno contro le altre principali valute. In particolare, il dollaro si rafforzara nei confronti della moneta unica, con il cambio euro/dollaro a 1,18 dopo aver toccato un minimo a 1,176, con quest’ultima appesantita dai continui segnali di rallentamento dell’economia europea.

A ciò si aggiunge l’incertezza politica italiana, con le indiscrezioni sulla bozza di accordo tra Lega e M5s che sembrano suggerire che le priorità dell’eventuale governo porterebbero a rapporti tesi con Bruxelles.

Sul fronte macro, la produzione industriale ad aprile ha segnato un +0,7%, rispetto al +0,5% previsto dal consensus e stabile rispetto alla rilevazione precedente, mentre quella manifatturiera ha accelerato in linea alle attese al +0,5% dal +0,1% di marzo.

Tra le materie prime, infine, il rafforzamento della moneta americana continua a penalizzare l’oro, sceso in area 1.290 dollari l’oncia sui minimi da inizio anno. In calo anche le quotazioni del petrolio, con il Brent (-0,8%) a 77,8 dollari e il Wti (-0,7%) a 70,8 dollari, in attesa dell’uscita questo pomeriggio dei dati settimanali Eia sulle scorte Usa.

Intanto, l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha rivisto al ribasso la domanda globale di greggio per via della recente impennata dei prezzi, abbassando le previsioni globali sul 2018 da 1,5 milioni di barili al giorno a 1,4 milioni.