Giglio Group – Una piattaforma globale per il luxury italiano

La multinazionale completa l’integrazione e dà corpo alla piattaforma globale per distribuire il fashion su tutti i mercati mondiali, dagli Usa all’Asia, ove il focus resta posizionato sulla Cina, una delle più promettenti realtà al mondo per i prodotti del luxury Made in Italy dove Giglio può mettere sul tavolo i propri vantaggi competitivi.

 

Giglio completa l’integrazione operativa con le neoacquisite e si presenta come una realtà in grado di offrire ai brand del fashion italiano servizi a 360 gradi, interagendo con una sola piattaforma tecnologica collegata ad un’unica struttura logistica e distributiva”.

Un modello di business in grado di “aumentare il numero di brand in portafoglio, con particolare attenzione al segmento luxury”. Un business, precisa Alessandro Giglio,  fondatore e Ceo di Giglio Group “che ha individuato nei mercati asiatici le aree ove il potenziale è più forte”.

Mercati al cui interno la Cina “è quello decisamente importante dove i tassi di crescita restano molto forti e dove noi possiamo mettere in campo importanti vantaggi competitivi”. E noi di Giglio “siamo attivi in Cina da tempo ed abbiamo presenza trasversale in termini di canali, mentre la conclusione di nuovi accordi in pipe line con nuovi brand ci rende confidenti sulla possibilità di raddoppiare il fatturato nel 2019”.

In sostanza la Cina “è diventata la nostra assoluta priorità. Molti brand sono fortemente interessati alle nostre attività, ma anche alle nostre potenzialità nel Paese e quindi ci chiedono di sviluppare insieme progetti di e-commerce e di distribuzione”.

Ed il posizionamento che abbiamo raggiunto ci permette oggi “di proporci come un partner verticale per i brand del Made in Italy: dalla distribuzione alla gestione, dalla logistica al marketing dei propri prodotti, siano essi in-season o off season”.

In buona sostanza, ricorda il capo azienda, “abbiamo creato le condizioni per rafforzare le nostre leadership ed i numeri ci confortano anche sul versante dei target economico-patrimoniali dei nostri piani industriali”.

La semestrale è stata in linea con le aspettative ed il trend si è confermato nei mesi successivi, lasciando intravvedere buoni risultati anche per fine anno.

Scenario apprezzato dagli operatori, con il mercato che ha premiato il titolo con sovra- performance eccellenti all’AIM, mentre l’analisi del passaggio e della prima fase di permanenza al segmento STAR dell’MTA della Borsa Italiana sconta di almeno due fattori: la citata sovra-performance all’AIM, con annesse volontà di portarsi a casa i guadagni, e le incertezze venutesi a creare sugli scenari politico-economici come testimonia l’andamento dello spread.

Alessandro Giglio, Ceo dell’omonimo gruppo, delinea le priorità strategiche

“Abbiamo completato l’integrazione operativa delle società acquisite nel corso del 2016 e 2017, divenendo un’unica società e-commerce 4.0, sia in ambito B2B che B2C”.

Alessandro Giglio, Ceo di Giglio Group

Iniziative grazie le quali, precisa Alessandro Giglio, fondatore e Ceo dell’omonimo gruppo, “siamo oggi in grado di offrire ai brand del fashion italiano servizi a 360 gradi, interagendo con una sola piattaforma tecnologica collegata ad un’unica struttura logistica e distributiva”.

E questa piattaforma, prosegue, “rappresenta la base sulla quale concretizzare quelle priorità strategiche che ci consentiranno di affermare il nostro modello di business e dare maggior impulso anche agli sviluppi reddituali”.

Ma procediamo con ordine, ricordando che le priorità a cui stiamo lavorando sono: “completare la trasformazione in piattaforma globale; aumentare i brand, con focus sul luxury; focus sui mercati asiatici ed in particolare sulla Cina.

Piattaforma globale per distribuire il fashion su tutti i canali digitali

“Abbiamo definito la piattaforma ed ora stiamo lavorando alacremente per dimostrare la nostra capacità di execution anche nei confronti delle prossime sfide: realizzare nel più breve tempo possibile le tre priorità strategiche a cui stiamo lavorando”.

E al vertice delle priorità c’é, prosegue il fondatore di Giglio Group, “completare la trasformazione della società da media company a piattaforma globale di distribuzione del fashion su tutti i canali digitali”.

Un percorso sul quale si innesta il secondo obiettivo e cioè “aumentare il numero di brand in portafoglio, con particolare attenzione al segmento luxury”. In sostanza ci sarà una “grande focalizzazione sull’attività commerciale anche attraverso nuovi ingressi nelle strutture di business”

Focus sui mercati asiatici ed in particolare sulla Cina

Nei nostri progetti, precisa Alessandro Giglio, “c’è poi il forte focus sui mercati asiatici, quelli ove il potenziale è più forte, ed in particolare con riferimento alla Cina, un mercato decisamente importante dove i tassi di crescita restano molto forti e dove noi possiamo mettere in campo importanti vantaggi competitivi”.

Noi siamo infatti “presenti in Cina da tempo ed abbiamo una presenza trasversale in termini di canali, mentre la conclusione di nuovi accordi in pipe line con nuovi brand ci rende confidenti sulla possibilità di raddoppiare il fatturato nel 2019”.

In sostanza la Cina “è diventata la nostra assoluta priorità. Molti brand sono fortemente interessati alle nostre attività, ma anche alle nostre potenzialità nel Paese e quindi ci chiedono di sviluppare insieme progetti di e-commerce e di distribuzione”.

Di fatto, completa il capo azienda sull’argomento, “Giglio Group si porrà come primario e forse unico operatore di riferimento per i brand del fashion made in Italy che vogliono approdare strategicamente in Cina”.

“Siamo il partner verticale per i brand del Made in Italy”

I progetti che abbiamo realizzato ed il posizionamento che abbiamo raggiunto ci permette oggi “di proporci come un partner verticale per i brand del Made in Italy: dalla distribuzione alla gestione, dalla logistica al marketing dei propri prodotti, siano essi in-season o off season”.

E questo sarà possibile perché, aggiunge il Ceo di Giglio Group, “le piattaforme di proprietà dedicate al B2C (IBOX Digital) ed al B2B (IBOX Distribution) consentono ai marchi di completare le loro reti retail già presenti nel mondo fisico”.

Ma c’è pure altro in quanto “il nostro modello di e-commerce ci consente di collegare i brand italiani con tutte le piattaforme di vendita nel mondo in modo strategico rispetto ai loro obiettivi di target e vendita. E questo è possibile facendo convergere il mondo media grazie alla presenza rilevante nei 5 continenti con canali distribuiti sulle più importanti piattaforme televisive e digitali”.

Ed a tutto ciò si affianca il T-Commerce per cui “siamo i primi a concretizzare il concept del ‘vedo e compro’ sia a livello industriale che a livello globale attraverso il primo canale televisivo italiano ‘Ibox 68’ (ch. 68 del digitale terrestre) che abbiamo lanciato pochi mesi fa. Un canale collegato direttamente al nostro multibrand store Ibox.it con cui, di fatto, la convergenza tra media ed e-commerce è ormai una realtà”.

“Innovazione, integrazione, marketing e prodotto”

Sono gli assi vincenti del nostro modello. Per vincere sui mercati “è necessario definire una piattaforma innovativa, capace di integrare vari canali di vendita dalla stessa cabina di regia. Nel contempo dobbiamo mettere in campo la capacità di fare leva sulla nostra capillare rete di vendita, messa oggi a disposizione dei brand dopo averla ben consolidata in molti anni di crescita”.

Ed il “propulsore determinante che abbiamo predisposto è rappresentato da una rete di canali televisivi che a livello mondiale raggiungono più di 150 milioni di telespettatori in 80 Paesi di 5 continenti, una presenza sui canali digitali delle principali piattaforme tv, web e telefonia”.

E tutto ciò, prosegue il capo azienda, “ci ha permesso di raggiungere un ruolo importante in Cina, dove i numeri sono impressionanti: oltre 300 milioni di utilizzatori, traffico sui siti web da noi gestiti con oltre 20 milioni di pagine consultate e 4 milioni di visite nei negozi on line gestiti. In questo senso, il gruppo focalizzerà molto i propri sforzi anche in termini di risorse per rinforzare la struttura commerciale con risorse esperte del mercato cinese”.

La conoscenza del prodotto ed il rapporto con i brand

Il nostro modello di business attribuisce comunque “alla relazione con i brand ed alla conoscenza del prodotto un ruolo centrale, la leva più importante del successo”.

La loro combinazione “ci permette infatti di gestire anche i progetti di e-commerce più complessi o di servire piattaforme di e-commerce in USA o in Cina potendo portare il prodotto più giusto per quei mercati con una pianificazione delle consegne e delle vendite”.

Attualmente, completa il Ceo di Giglio Group, “rappresentiamo il più grande distributore B2B specializzato nell’e-commerce della moda e gestiamo gli stock delle collezioni on e off-season dei marchi dei clienti del Gruppo, distribuendole tra i migliori rivenditori digitali del mondo, come ad esempio Vente Privée, Yoox, Zalando, Amazon, Gilt, Secoo e molti altri”. Siamo inoltre “leader anche nella gestione dei siti monobrand e connessioni di questi con i market place digitali”.

Ed è proprio partendo da questa posizione che “vogliamo proseguire nel consolidare la nostra leadership, sia aumentando la collaborazione e il numero di market place globali, sia concentrando le risorse umane e finanziare su e-commerce”.

I dati a settembre ci confortano e sono da stimolo   

“Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti, così come dei passi fatti per rafforzare e rifocalizzare la struttura interna organizzativa, con ingressi strategici nell’area Digital, guidata da Alessandro Santamaria, e nell’area Finance, con la recente nomina a CFO di Carlo Frigato; manager con grandissima esperienza che hanno iniziato a dare un contributo fondamentale per il cambio di passo necessario”.

Il nostro Gruppo, ricorda il suo fondatore, “ha completato la definizione della struttura operativa e della governance, si è dotato delle più performanti tecnologie in ambito e-commerce, e ora è pronto a rendere operativo il proprio modello di business”.

Ma c’è pure altro in quanto, aggiunge il Ceo di Giglio Group, “I risultati del primo semestre già mostrano la bontà del nostro progetto. I ricavi e l’Ebitda superano i target del piano industriale pubblicato e pongono le basi per un 2019 che ne esprimerà tutte le potenzialità. Nel primo semestre abbiamo investito per creare questa nuova ed innovativa linea di business che rappresenterà un’ulteriore e importante fonte di ricavi futuri per l’azienda. Gli ottimi risultati fin qui registrati nel 2018 dal Gruppo, in aggiunta agli accordi strategici stipulati e alle iniziative intraprese, ci proiettano verso un 2019 pieno di aspettative”.

Lo scenario si conferma positivo ed i numeri lo confortano

Noi siamo un’importante società che opera al centro del mondo dei prodotti di lusso e del commercio on line. Il settore è enorme, globale, e nel 2017 valeva oltre 300 miliardi di dollari, di cui solo il settore moda e accessori vale almeno 150 miliardi.

L’e-commerce, prosegue Alessandro Giglio, è un mercato cresciuto costantemente dal 2010 di almeno il 6% all’anno e crescerà ancora nei prossimi anni, se si pensa che oggi l’area dove operiamo noi conta per circa il 10%, con tassi di crescita di circa il 25% all’anno.

E i trend indicano che tra pochi anni, l’online rappresenterà un quarto dell’intero comparto del lusso, per un valore di poco inferiore ai 100 miliardi di dollari, e oltre la metà del fashion e accessori sarà venduto tramite e-commerce.

Le potenzialità restano decisamente allettanti

Le potenzialità di questo settore, ricordano alla Giglio, “trovano conferma anche dalle valutazioni pluri-miliardarie ricevute dal mercato da alcuni player internazionali in fase di IPO in Usa, a testimonianza che anche gli operatori e gli investitori colgono ampi margini di applicabilità ed espansione del business”.

A questo, proseguono, “si aggiungono altri fenomeni sociali su cui siamo veramente focalizzati, come per esempio la continua crescita delle vendite da e-commerce all’interno della generazione dei millennials, che trae ormai tutte le informazioni per fare gli acquisti dal web, da mobile e dai social”.

C’è poi la Cina, la regione in cui il consumo di prodotti di lusso cresce in modo maggiore rispetto a qualunque altra latitudine. Il mercato cinese, completano, “è un mercato che abbiamo approcciato da pionieri e in cui vogliamo crescere sempre di più, aumentando il numero dei brand presenti per portarli direttamente a contatto con il consumatore”.

I risultati confortano le aspettative di un outlook in forte crescita

Alla Giglio ricordano che “i risultati della semestrale confermano che siamo sopra le aspettative che abbiamo comunicato al mercato in fase di passaggio allo STAR, avvenuto a marzo 2018, e ora siamo pronti a rilanciare con un nuovo piano che riflette la direzione intrapresa dal Gruppo”.

Negli anni, precisa Alessandro Giglio, “il nostro modello di business si è molto evoluto rispetto al progetto iniziale e sono convinto che oggi siamo prossimi ad uno step molto importante, quello che ci consentirà di esplicitare concretamente il nostro salto di qualità sul mercato”.

Più nello specifico, conclude il fondatore, ci siamo dotati di risorse, di competenze di primo livello e di infrastrutture all’avanguardia per raccogliere e rilanciare un modello di business in grado di raccogliere le enormi potenzialità del mercato e siamo molto fiduciosi sul raggiungimento di risultati molto rassicuranti già da fine anno”.

Il consensus al 2020

Le indicazioni degli analisti raccolte da Bloomberg mettono in luce lo sviluppo della redditività, con Ebitda Margin in significativa crescita con un  Cagr 2017–2020 del 23% a fronte di un aumento dei volumi transati che si prevedono in aumento anno su anno del 20%. Nel corso del 2018 la società ha adottato nuovi principi contabili, che hanno riconosciuto i ricavi in modo differente, per cui vi è discontinuità di confronto con l’esercizio 2017. Si prevede che il 2018 si chiuderà con un aumento dei ricavi comprabili di circa il 40%. Una dinamica che si amplifica a livello di risultato della gestione operativa, con il tasso di crescita medio annuo al 2020 dell’Ebit che supera il 50 per cento.

L’utile netto è atteso a 5,3 milioni al termine del periodo considerato, dopo il 2017 chiuso in sostanziale parità.

Dal lato patrimoniale, l’indebitamento finanziario netto nel 2018 dovrebbe aumentare a 20,1 milioni, per far fronte agli investimenti necessari per il consolidamento del nuovo business del gruppo, ormai sempre più concentrato sull’e-commerce. Dal 2019 è previsto un miglioramento, una dinamica che nel 2020 dovrebbe portare l’indebitamento a 15,7 milioni, di poco al di sopra del livello di fine anno 2017.

Borsa

Il titolo di Giglio Group, trattato sul MTA al segmento Star dallo scorso mese di marzo, dall’inizio della sua quotazione nell’agosto del 2015 a 1,90 euro sul mercato Aim ad oggi ha messo a segno un progresso dell’84,2%.

Nel periodo di negoziazione sul mercato dedicato alle Pmi il titolo ha è stato accolto positivamente dagli operatori, segnando una performance brillante a +244% in zona 6,5 euro.

L’esperienza maturata in poco più di due anni a Piazza Affari, unita alle necessità di migliorare la propria visibilità all’occhio degli investitori, ha portato lo scorso 20 marzo al passaggio sul mercato principale, al segmento Star di Borsa Italiana.

Nell’arco degli ultimi sei mesi il titolo ha registrato una contrazione del 46% che sconta, oltre alle incertezze politiche e macro-economiche di carattere esogeno alla crescita del gruppo, la trasformazione del business e la relativa difficoltà di emergere all’interno del nuovo segmento.