SNAM – L’AEEGSI MANDA AL TAPPETO IL TITOLO

L’Authority ha comunicato le nuove tariffe sullo stoccaggio del gas per il 2015 ipotizzando un tasso d’inflazione dell’1,5%, rispetto allo 0,3% atteso per l’intero 2014, per il calcolo del ritorno sulla Rab (Wacc). Per gli analisti c’è il timore che lo stesso livello dell’indice dei prezzi possa essere impiegato anche nella determinazione delle tariffe del trasporto e della distribuzione del gas, fissata per l’autunno del 2015. A partire dal 2016, l’utile netto di gruppo potrebbe scendere fino al 30% rispetto ai livelli attuali se verrà confermata l’assunzione di un tasso d’inflazione dell’1,5% e alla luce dell’attuale rendimento del titolo di Stato italiano a 10 anni.
Guido Bortoni, presidente AEEGSI
Guido Bortoni, presidente AEEGSI

L’Autorità per l’energia elettrica il gas e i servizi idrici (AEEGSI) ha pubblicato venerdì scorso il documento finale per le nuove tariffe di stoccaggio del 2015. Tariffe che saranno basate su un costo medio ponderato del capitale (Wacc) del 6%, in calo rispetto al precedente 6,7 per cento. L’Authority ha anche deciso che gli investimenti effettuati nel 2014 entreranno nella determinazione delle tariffe del 2015 e che la Rab, cioè la Regulated asset base ovvero il capitale investito ai fini regolatori, venga aumentata di 100 milioni per il ricalcolo di alcuni contributi. Se si considera il limitato peso dell’attività di stoccaggio sull’utile operativo del gruppo, pari al 15% dell’Ebit dell’intero 2013, il provvedimento dell’AEEGSI è una notizia negativa per il titolo Snam, ma non tale da giustificare un crollo delle quotazioni come quello di oggi a piazza Affari. In realtà, alla base dell’ondata di vendite c’è il timore che il tasso d’inflazione ipotizzato per determinare le nuove tariffe sull’attività di stoccaggio del gas, pari all’1,5%, possa essere esteso anche alla determinazione delle tariffe sul trasporto e sulla distribuzione del gas, fissata per l’autunno del 2015. Ricordiamo che l’assunzione di un indice dei prezzi al consumo pari all’1,5% potrebbe avere senso in un’ottica di lungo periodo, ma è assolutamente lontana dal livello attuale e da quelli attesi per nei prossimi 12 mesi. L’Istat stima per l’Italia un tasso pari allo 0,3% per l’anno in corso e allo 0,7% per il 2015. Gli analisti stimano che a partire dal 2016, alla luce del rendimento del titolo di Stato italiano a 10 anni, pari al 2,6% (rispetto al 2,4% attuale), e ipotizzando che l’Authority calcoli il  Wacc di tutte e tre le attività regolate (trasporto, distribuzione, stoccaggio) assumendo un tasso d’inflazione dell’1,5%, l’utile per azione del gruppo guidato da Carlo Malacarne potrebbe diminuire tra il 20 e il 30% rispetto al livello attuale. In pratica, tra 14 mesi il ritorno sulla Rab delle attività di trasporto scenderebbe al 3,8% dal precedente 6,3%, quello delle attività distribuzione al 4,3% dal precedente 6,9% e quello delle attività di stoccaggio al 4,4% dal precedente 6 per cento. Anche Terna, in quanto attiva in un business completamente regolato, come quello della gestione della rete di trasmissione elettrica nazionale, è stata penalizzata dagli investitori e cede sul terreno oltre il 5 per cento.