UTILITY – VERSO BOCCIATURA DELLA ROBIN HOOD TAX

La corte costituzionale dovrebbe depositare in questi giorni le motivazioni per cui lo scorso 13 gennaio sarebbe stata dichiarata l'incostituzionalità dell'addizionale Ires. Ricordiamo che l'aliquota si somma all'Ires del 27,5% e che dal primo gennaio 2014 è scesa al 6,5% dal precedente 10,5 per cento. Se arrivasse la conferma sarebbe una notizia positiva per tutte le società del settore energetico e in particolare per Snam e Terna, che operano all'interno di business completamente regolati. Abbiamo calcolato un impatto positivo sull'utile per azione che si aggira attorno al 10%, mentre l'analisi storica del Payout Ratio suggerisce un possibile e parallelo aumento del dividendo.
Matteo Del Fante, Amministratore Delegato di Terna
Matteo Del Fante, Amministratore Delegato di Terna

La corte costituzionale dovrebbe depositare in questi giorni la sentenza pronunciata il 13 gennaio scorso in udienza pubblica, in cui sono indicate le ragioni per cui sarebbe stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’addizionale Ires (i.e Robin Hood Tax). È quanto riporta stamane il “Sole 24 Ore”, aggiungendo che per lo stato potrebbe crearsi un buco da un miliardo di euro circa ogni anno. Ricordiamo che la Robin Hood Tax è in vigore dal 2008 (decreto Berlusconi-Tremonti n. 112) e pesa sulle società petrolifere ed energetiche (infrastrutture e rinnovabili incluse dal 2011). Al momento dell’introduzione consisteva in un prelievo addizionale (si somma all’Ires del 27,5%) del 5,5%, ma fu aumentata al 6,5% già dal 2009; nel periodo 2011-13 è stata poi portata al 10,5%, per tornare infine dal 1° gennaio 2014 al livello del 6,5 per cento.

Commento

La cancellazione della tassa non sarebbe retroattiva, ma rappresenterebbe comunque una notizia positiva per tutte le utility. Ricordiamo infatti che il “divieto di traslazione” ha impedito a tutte le società di trasmettere i costi sul consumatore finale, e quindi sulle bollette di elettricità e gas. Inoltre poiché  l’aliquota non colpiva i business regolati di acqua e rifiuti, le conseguenze saranno diverse per ogni attore. I maggiori beneficiari saranno sicuramente Snam e Terna, che operano interamente all’interno del business del gas (la prima) e dell’elettricità (la seconda), e sui cui conti la Robin Hood Tax ha impattato totalmente. La cancellazione della tassa darebbe maggiore credibilità alla politica di dividendo, che è stata messa alla prova dopo che l’authority ha rivisto le modalità di fissazione del Wacc per i settori regolati. Guardando al conto economico dei primi nove mesi 2014 dei due colossi infrastrutturali abbiamo calcolato un impatto positivo sull’utile netto che si aggirerebbe attorno al 10% (leggermente inferiore per Snam) nel caso in cui l’addizionale Ires non fosse stata pagata già da quest’anno. Inoltre l’analisi storica del rapporto payout ratio, progressivamente calato soprattutto per Terna, lascia intendere che nel caso aumentasse l’utile per azione, la crescita si rifletterebbe anche sull’utile distribuito.
Per tutte le altre società del settore, una nota Sim milanese ha invece stimato una variazione positiva media sull’utile netto pari al 5 per cento.