UTILITY – NUOVO MASSIMO STORICO PER SNAM

Piazza Affari ha chiuso la seduta di ieri in rialzo dell’1,2% sulle parole di Mario Draghi, che ha fornito i dettagli del programma di Quantitative Easing in partenza il prossimo lunedì. Inoltre, il presidente della Banca centrale europea ha annunciato la revisione al rialzo delle stime sul PIL 2015: +1,5% dal precedente +1 per cento. Esattamente in linea con la performance borsistica giornaliera dell’indice Ftse Mib anche quella del paniere che comprende le 16 società del settore utility e delle rinnovabili quotate su listino milanese. A trainare il Ftse Italia Servizi Pubblici, il balzo del 2,49% di Snam che ha concluso la seduta di ieri a 4,616 euro, nuovo massimo storico. E proprio il risultato della gestione finanziaria del gruppo guidato da Carlo Malacarne, che ha una struttura finanziaria ben levereggiata, sarà uno dei maggiori beneficiari della politica monetaria espansiva dell’Istituto di Francoforte. La probabile ulteriore flessione dei tassi d’interesse nell’Eurozona, già sui minimi storici, consentirà di ridurre ancora il peso degli interessi passivi maturati sull’indebitamento finanziario netto che, a fine 2014, dovrebbe raggiungere la cifra di quasi 13,7 miliardi sulla base delle stime di consensus raccolte da Bloomberg. Inoltre, il rendimento lordo offerto dalla politica di remunerazione degli azionisti di Snam, il cosiddetto dividend yield, attualmente pari al 5,4% è un punto di forza quasi irresistibile in un contesto di tassi sui titoli di Stato a lungo termine vicini allo zero. A parte questi fondamentali effetti positivi, bisogna anche ricordare un’importante conseguenza negativa della manovra della Bce sul conto economico del gruppo di San Donato. Il rendimento sui titoli di Stato italiani a 10 anni entra nel calcolo del WACC, cioè del tasso di ritorno sul capitale investito ai fini regolatori (RAB) di Snam. La flessione dello yield del Btp decennale ha un effetto depressivo sul WACC che dovrebbe essere parzialmente compensato a livello di utile netto dalla recente eliminazione della Robin Hood Tax, cioè l’addizionale Ires del 6,5%, e dall'espansione all’estero, sempre nel campo delle infrastrutture del gas. In rialzo, anche se in misura inferiore, i titoli di Terna, altro colosso italiano del business regolato. A trainare le quotazioni del gruppo guidato da Matteo Del Fante ci sono sostanzialmente quasi tutte le stesse ragioni che spiegano l’exploit borsistico delle ultime settimane delle azioni Snam. Nella giornata di ieri sono poi uscite nuove indiscrezioni sul contenuto del nuovo business plan di Enel (+0,6%), che verrà presentato il 19 marzo. Si parla di un piano da 1,6 miliardi per il taglio dei costi fino al 2016. Nel segmento delle Mid cap, il titolo migliore è stato Ascopiave che ha registrato nella seduta di ieri un rialzo del 2,5% rispetto alla chiusura di mercoledì, recuperando così terreno borsistico nei confronti delle azioni delle altre società a media capitalizzazione. Tra le Small Cap del settore utility e delle rinnovabili si è distinta K.R Energy, le cui quotazioni hanno guadagnato l'1,6% nella seduta di ieri.

Tabella 2015_03 Marzo 05