TERNA – ACCORDO CON FS ENTRO IL 2015

Matteo Del Fante, interrogato sullo stato delle trattative per l'acquisto di 14mila km di rete elettrica di proprietà di Ferrovie dello Stato, ha dichiarato che l'accordo si concluderà entro la fine dell'anno solare, ma non necessariamente nel primo semestre. Ricordiamo che Terna possiede già il 99% della rete nazionale e che secondo le indiscrezioni il valore dell'operazione si aggirerebbe sul miliardo di euro.
Matteo Del Fante, Amministratore Delegato di Terna
Matteo Del Fante, Amministratore Delegato di Terna

L’amministratore delegato di Terna, Matteo Del Fante, ha dichiarato a margine del convegno sulla sicurezza ambientale a Roma che l’accordo per l’acquisto dei 14.200 km di linee elettriche, di cui 9.200 km in alta tensione e 5.000 km in media tensione, di proprietà di Ferrovie dello Stato (Fs) si concluderà nel 2015, ma non necessariamente entro il primo semestre.

Ricordiamo che lo scorso 30 dicembre il colosso infrastrutturale  aveva annunciato la stipulazione di un Memorandum of Understanding non vincolante che avviava il processo per valutare la potenziale acquisizione. Il perimetro dell’eventuale operazione e le relative condizioni economiche sono però subordinate alla determinazione della Rab (Regulatory Asset Base) da parte dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (AEEGSI).

A nostro avviso, l’annunciata quotazione in Borsa di Fs nel corso del 2015 dovrebbe facilitare la conclusione di un accordo tra le parti. Inoltre, non bisogna dimenticare che Terna possiede già il 99% della rete nazionale e sarebbe perciò il naturale candidato all’acquisto di questi asset che secondo le indiscrezioni potrebbero valere circa un miliardo di euro.

Il colosso infrastrutturale  presentava un Net Debt/Ebitda di 4,5x e un Net Debt/RAB del 54%sulla base dei dati del 2013. Al termine dell’acquisizione, gli analisti hanno stimato l’incremento dei suddetti rapporti a 5,1x per il leverage e  al 58/61% per il Net debt/RAB. Si tratta di valori che, anche se appesantirebbero la struttura finanziaria, sarebbero compatibili con il mantenimento dell’attuale livello di rating (BBB di Standard & Poor’s per il merito di credito a medio-lungo termine).