MEDIASET- BENE I MARGINI, STOP AL M&A

Il Gruppo Mediaset chiude il primo quarter 2015 con risultati migliori rispetto ai primi tre mesi dell’esercizio 2014, nonostante il calo dei ricavi derivanti dalle attività italiane. Una crescita che si riflette soprattutto sull’Ebit e riporta in utile il gruppo, a fronte di un indebitamento in continua riduzione grazie alla positiva generazione di cassa. Le reti Mediaset migliorano gli ascolti nei primi tre mesi dell’anno e mantengono la leadership in Italia e in Spagna nel target commerciale, mentre la raccolta pubblicitaria nazionale continua ad arrancare seppure con uno spiraglio di miglioramento registrato nel mese di marzo. In calo il fatturato della pay-tv, sempre al centro di voci di M&A. No all’acquisto di quote in Telecom Italia.

Alla fine del primo trimestre 2015 i ricavi consolidati ammontavano a 828,8 milioni, mediando la flessione del 2% dei risultati italiani con l’espansione del 10% di quelli spagnoli che hanno beneficiato del positivo andamento della raccolta pubblicitaria. Relativamente alle attività televisive italiane integrate il trimestre riporta ricavi per 594 milioni (- 2,3%), dei quali 413,7 derivanti dagli investimenti pubblicitari con un calo dell’1,6%, che si confronta con quello pari al 5,4% di Rai e con il -2% dell’intero mercato nazionale. La suddivisione degli advertising per settore vede un incremento del 5% degli investimenti sia nel food  che nel non food, che pesano rispettivamente per il 23,3% e il 4,9%sul totale. Crescono anche retail (+ 25,8%), finance (+ 20,2%) e media (+4,6%), mentre flettono auto (- 8,6%), tlc (- 8,4%) e farmaceutici (- 2%).

Sul fronte Pay Tv  gli introiti sono in calo del 4,4% e si attestano sui 136,5 milioni pari al 23% circa del giro d’affari nazionale.

Il trend positivo spagnolo consente al risultato operativo di crescere del 55% a 45,9 milioni, oltre il 90% dei quali realizzati nella penisola iberica (42,1 milioni + 86,3%), mentre scende da 7 a 3,8 l’ebit delle attività italiane.  Il miglioramento della gestione finanziaria che presenta oneri netti per 8,3 milioni (contro i 27,1 del primo trimestre 2014), consente poi al gruppo del biscione di chiudere il trimestre con un utile di 0,7 milioni (rispetto alla perdita di 12,5 di fine marzo 2014), seppure con un deficit di 16,1 milioni (- 9%) dei business italiani.

C.E. 1Q15

 

TELEVISIVE INTEGRATE 1Q15

L’indebitamento finanziario netto si è ridotto passando dagli 861,3 milioni di fine 2014 ai 623,6 milioni del 31 marzo 2015. Il miglioramento è avvenuto per effetto della generazione di cassa caratteristica pari a 161,1 milioni, a cui si somma l’incasso di 100 milioni derivante dalla cessione della quota dell’11,1% di Mediaset Premium a Telefonica avvenuta  a gennaio. A fine marzo il capitale investito netto del gruppo ammontava a 3.787,3 milioni (-  3,1%) dei quali 2.593,5 relativi a diritti televisivi e cinematografici. Per l’esercizio in corso il management prevede un forte incremento dei ricavi di Mediaset Premium grazie all’acquisizione dei diritti sulla Champions League a partire dalla stagione 2015-2016 per tre stagioni. Smentite invece le voci di una M&A con Vivendi mentre il Direttore Finanziario Marco Giordani, esclude alleanze sul piano azionario con Telecom Italia con cui saranno invece possibili accordi commerciali.

S.P. 1Q15