MEDIASET – POSSIBILE JOINT CON SKY

Si intensificano i rumors di un accordo societario tra il gruppo di Cologno Monzese e il tycoon australiano, per la creazione di un’unica piattaforma pay sul mercato italiano. Le voci, che già da qualche mese parlano di incontri tra la famiglia Berlusconi e gli uomini di Rupert Murdoch, sembrano ora avvalorare la tesi che porterebbe alla costituzione di una newco, a cui verrebbero conferite le attività italiane della televisione a pagamento di entrambi i gruppi, con una partecipazione a maggioranza Sky e sotto al 50% per Mediaset. Per Mediaset un accordo societario permetterebbe di deconsolidare le perdite di Mediaset Premium pur mantenendo la presenza nel business della TV a pagamento.

Lo scenario italiano della televisione è oggi cambiato e potrebbe vedere il realizzarsi di un accordo tra Mediaset e Murdoch nel campo della pay-tv, che nel passato non era stato possibile. Si parla di un accordo societario che vedrebbe Mediaset mantenere una partecipazione di minoranza nella piattaforma di pay-tv italiana.

Dalla possibile joint trarrebbero vantaggi entrambi i gruppi. Ricordiamo ad esempio che la concorrenza tra operatori nel settore ha portato ad un aumento dei prezzi per l’acquisto dei diritti televisivi, soprattutto quelli relativi al calcio. Nonostante i possibili accordi oggetto di accertamenti da parte dell’Antitrust, la gara per i diritti televisivi del campionato italiano si è chiusa con il pagamento da parte di Sky e Mediaset di 945 milioni a stagione, contro gli 841 versati in precedenza. A questi si aggiungono inoltre i 230 milioni a stagione pagati per il triennio 2015/2018 da Mediaset per l’esclusiva dei diritti della Champions League, contro i 190 milioni sborsati di Sky per le stagioni precedenti (poi condivisi con Rai e Mediaset).

E sulla redditività del gruppo del biscione hanno gravato sia i costi dei diritti televisivi per la pay-tv che degli altri costi operativi per la creazione e gestione della propria pay-tv Mediaset Premium.

La creazione di una piattaforma unica di pay tv ridurrebbe sicuramente il potere negoziale delle squadre di Serie A, che potrebbero essere costrette ad abbassare le proprie richieste. A meno che la concorrenza nel settore venga riaccesa dall’ingresso di un nuovo player che potrebbe essere Vivendi.

Restano da vedere le possibili reazioni dell’Antitrust relativamente a un’operazione che porterebbe l’Italia a fare i conti con un monopolio nella pay tv. Vero è che il settore è oggetto di interesse anche delle compagnie telefoniche, che stanno offrendo contenuti premium a livello globale.

Secondo gli analisti di Mediobanca la possibilità di un accordo “costituisce una notizia positiva per i broadcaster,v dal momento che il valore degli asset pay potrebbe aumentare significativamente nel breve termine”.

Commento

Riteniamo probabile un accordo tra i due gruppi. Sky tratta da una posizione di forza grazie alla propria leadership in termini di abbonati e ricavi sul mercato dello stivale. Mediaset dal canto suo porta in dote le prossime tre stagioni di Champions League che causano non pochi mal di testa agli uomini del magnate australiano. Gli aspetti antitrust non sono tuttavia da sottovalutare anche se, ricordiamo, in altri paesi è presente una piattaforma unica di pay-tv e, inoltre, gli sviluppi tecnologici permettono un’apertura del mercato che nel passato non era possibile. In ultimo vogliamo rammentare che alla fine lasciò scadere un’opzione per l’acquisto del 25% della piattaforma pay-tv. Sembra ieri!