BIESSE – UNA SCOMMESSA SULLA CRESCITA E SULLA CAPACITA’ DI EXECUTION

Il gruppo di Pesaro ha chiuso un 2015 più che buono, ma ha archiviato un primo trimestre 2016 difficile, anche se il suo top management ha confermato le guidance 2016 ed ha dichiarato che già dal secondo trimestre emergeranno i sintomi dello sviluppo impresso al gruppo. I risultati dei prossimi trimestri saranno quindi fondamentali per l’evoluzione dei conti e quindi del titolo in Borsa, Brexit permettendo.

Biesse archivia un 2015 all’insegna della crescita con ricavi in progresso del 21,6% a 519 milioni ed annesso balzo del 57% a 64 milioni dell’Ebitda. I margini reddituali migliorano così al 12,3% e l’attenzione rivolta all’efficienza permette di spingere l’acceleratore sulla generazione di cassa, con conseguente azzeramento dei debiti.

Risultati solo parzialmente confermati in questi primi tre mesi del 2016. Un periodo di tempo nel corso del quale i dati sono stati al di sotto delle attese per tematiche contingenti e ritardi nelle commesse, anche se il management ha rassicurato gli investitori ricordando che verranno rispettate le attese per fine 2016 e le indicazioni del piano, anche a medio termine.

Ricordiamo al riguardo che Biesse ha presentato lo scorso marzo le guidance per il prossimo triennio con una programmata “crescita media annua organica del fatturato pari al 10,7% sui tre anni, per giungere a fine piano, nel 2018, con ricavi superiori ai 700 milioni e uno sviluppo analogo del valore aggiunto, la cui incidenza dovrebbe salire al 42,4 per cento”.

Allo stesso tempo, prosegue Roberto Selci, il presidente di Biesse, “è previsto un forte incremento dei margini operativi ed una rilevante generazione di cassa in quanto l’Ebitda dovrebbe mettere in luce una crescita media annua del 14,2% e margini al 13,6% nel 2018”. Ancora più forte lo sviluppo dei risultati operativi poiché “è previsto un cagr prossimo al 18% per l’Ebit con relativo margine (Ros) al 10,2% a fine piano, mentre il free cash flow seguirà la dinamica positiva già in atto nel 2015 ed è atteso positivo per complessivi 82 milioni (5,6% di margine nel 2018)”.

Il nuovo piano, aggiunge il presidente, “contempla un aspetto fondamentale che riguarda il processo già in atto dal 2015 in merito alla capacità di generare flussi di cassa consistenti. Nell’ultimo anno abbiamo infatti azzerato i debiti netti e per il 2018 è prevista una generazione di cassa tale da portare la disponibilità di cassa a circa 45 milioni, aprendo la possibilità di sostenere spese per investimenti straordinari anche a supporto della ricerca&sviluppo”.

Analisi apprezzata dagli analisti, che ribadiscono all’unisono l’indicazione di acquisto anche se quelli che seguono il gruppo sono decisamente pochi e sicuramente inferiori a quelli che l’azienda si merita. Questo anche se sono gli stessi analisti a ricordare che il titolo “resterà sotto attenzione in quanto vogliamo verificare la capacità di esecuzione e quindi il rispetto delle guidance”.

Un messaggio di fiducia che si ritrova anche quando l’analisi si sposta sulle criticità di un gruppo che resta e resterà più che esposto ai cicli e alle variabili macro, anche se gli esperti sono fiduciosi nella capacità del team al vertice del gruppo di contrastare eventuali scenari negativi.

 

Roberto Selci, il presidente di Biesse, illustra le strategie del gruppo

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Roberto Selci – Presidente di Biesse

“Consolidare il posizionamento conseguito nel core business e salvaguardare i vantaggi tecnologici conquistati grazie agli sforzi indirizzati alla ricerca&sviluppo di nuovi prodotti/servizi. Vogliamo inoltre dare più energia ai servizi post vendita per migliorare la brand awarness e quindi il nostro posizionamento sul mercato; obiettivo a cui darà un supporto importante lo sviluppo delle linee di prodotto sofisticate oltreché la progressiva estensione delle soluzioni software dedicate”.

Sono queste, come sottolinea Roberto Selci, il presidente del gruppo, artefice dell’internazionalizzazione e figlio del fondatore, “le priorità strategiche a cui lavoriamo con il preciso obiettivo di conseguire una crescita armonica del fatturato a cui seguirà uno sviluppo sostenibile dei principali indicatori reddituali e con essi quella generazione di cassa con cui sostenere la politica di sviluppo rafforzando ulteriormente la solidità strutturale pur in presenza di una politica di rispetto per gli azionisti in termini di dividendo”.

Il tutto inserito in una solida cornice di sostenibilità in quanto, come aggiunge Selci, “la crescita deve restare armonica come sostenibile deve essere lo sviluppo della redditività e con essa la citata politica di rispetto per gli azionisti in termini di dividendo”. Una cornice di sostenibilità al cui interno “è radicata anche la strategia di crescita per acquisizioni, che verrà perseguita con molta attenzione e solo se si dimostrerà essere accrescitiva di valore e quindi non diluitiva”.

Giancarlo Selci, fondatore e Ceo di Biesse, delinea le priorità per la crescita

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Giancarlo Selci – Fondatore e Ceo di Biesse

“Le linee guida del nostro percorso di sviluppo sono state riassunte e presentate nel piano industriale 2016-2018 approvato lo scorso Febbraio”. Un documento al cui interno, come precisa Giancarlo Selci, fondatore e Ceo di Biesse, “si delinea una realtà da sempre impegnata nello sviluppo dei prodotti core attraverso mirati ed importanti investimenti in ricerca&sviluppo (circa il 5% dei ricavi) con la priorità di allargare la nostra offerta anche in settori limitrofi ma per noi estremamente significativi come quelle plastiche facenti parte del comparto materiali avanzati di grande interesse per il nostro modello di business”.

Più in particolare, prosegue il capo azienda, “nel nostro piano industriale abbiamo utilizzato tre driver per illustrare il percorso che vogliamo seguire e cioè products-solutions-customers”. Una scelta di “semplificazione attuata per rendere più immediata la presa sul nostro modello di business” come ci ricordano a Pesaro quando “sottolineano le doti di un fondatore che è stato l’artefice di uno sviluppo che ha permesso all’azienda di diventare una multinazionale di riferimento del settore”.

Sintesi al cui interno, completa il capo azienda sull’argomento, “la parola ‘solutions’ indica la volontà di rafforzare la nostra market reputation attraverso il miglioramento del servizio post-vendita (service and spare parts), aumentando nel contempo la quota del fatturato derivante da linee sofisticate (systems) ed ottenere un sempre maggiore impatto dalle nostre soluzioni software dedicate (bSuite) che indichino al mercato la sofisticazione del prodotto Biesse e la sua componente tecnologica”.

“Una solida base tecnologica al servizio di una fabbrica 4.0”

biesse_internoIl presidente di Biesse si sofferma invece sulla “necessità di coniugare i vantaggi competitivi consentiti da una tecnologia avanzata applicata ad una fabbrica 4.0” anche perché, prosegue Roberto Selci, “la nostra divisione meccatronica ha iniziato ad approcciare segmenti diversi da quelli dove era inizialmente nata, diventando fornitrice di componentistica qualificata per produttori del settore metallo, materiali compositi ed altro. Un percorso che ora verrà accelerato e si estenderà progressivamente alle nuove frontiere imposte dai nuovi materiali e dalle nuove tecnologie”.

La divisione Vetro/Pietra, ad esempio, “ha ampi spazi di crescita legati anche ad una maggiore e professionale capillarità che intendiamo perseguire attraverso mirati investimenti. Questo anche perché le definizioni come Fabbrica 4.0 e Internet of Things sono per Biesse una caratteristica concreta che vogliamo coinvolga sempre più anche i nostri partners”.

E noi faremo tutto ciò “attraverso una crescita puramente organica anche se non ci precludiamo ogni possibilità di sviluppo per linee esterne purchè questa opportunità non sia diluitiva”. Ed un esempio di questa strategia ci è stato fornito venerdì 19 maggio “con l’annuncio, ancorchè non rilevante dal punto di vista dimensionale, di come l’integrazione di prodotti validi all’interno della nostra struttura può diventare molto importante e sinergica per il suo sviluppo prospettico. E tutto ciò rappresenta un segmento del percorso di crescita che intendiamo perseguire”.

Elementi ben presenti nei conti in esame, ma destinati a rafforzarsi progressivamente nei prossimi semestri come testimoniano i risultati 2015, quelli del primo trimestre 2016 e le proiezioni sul prossimo futuro.

Il 2015 – scattano i ricavi e balza la redditività con forte generazione di cassa

Biesse-CE2015Dalla lettura del conto economico 2015 emerge la crescita del 21,6% a 519 milioni dei ricavi con annesso balzo del 57% a 64 milioni dell’Ebitda e margini al 12,3 per cento. L’utile si fissa poi a 21 milioni (+52%) pur scontando un aumento del tax rate di oltre 620 punti base. Tali progressi si coniugano poi con la forte attenzione riservata ad una gestione sempre più efficiente del circolante ed il tutto si traduce in una posizione finanziaria diventata positiva, seppur di poco.

SP-Biesse 2016E’ doveroso poi rilevare che i risultati relativi al primo trimestre 2016, come sottolineano a Pesaro, “sono esemplificativi della stagionalità tipica di Biesse per cui non sono sorpreso di quanto è stato recentemente approvato. Lo spostamento di alcune consegne/fatturati farà si che entro il primo semestre verranno ‘aggiustati’ alcuni effetti distorsivi realizzati alla fine del primo trimestre. Il livello di entrata ordini di Gruppo (+5,5% rispetto al 2015) e del portafoglio (backlog a 162,8 milioni di Euro +31% rispetto al 2015) ci consentono infatti di essere ottimisti sul raggiungimento degli obiettivi triennali”.

“Lo scenario si conferma moderatamente positivo e noi faremo meglio del mercato”

Ed i numeri sopra riportati, sottolineano a Pesaro, “sono chiaramente esemplificativi di come abbiamo saputo over-performare sia le indicazioni delle principali associazioni di categoria di riferimento sia i risultati dei nostri principali competitors italiani e tedeschi. Abbiamo infatti un aumento delle nostre quote di mercato in quasi tutte le aree geografiche e se estendiamo l’analisi al periodo 2009-2015 emerge una crescita di ben 251 milioni con ricavi di fatto raddoppiati e margini in forte sviluppo mentre abbiamo azzerato i debiti a dimostrazione che vogliamo continuare a generare un cashflow positivo”.

SferaPiù in particolare, proseguono alla Biesse, “crediamo di poter essere artefici del nostro successo e quindi non abbiamo soverchie aspettative o variabili da augurarci per l’immediato futuro. Contiamo comunque sul mantenimento degli incentivi economici-fiscali per sostenere la domanda soprattutto in Italia e siamo ben contenti di operare in un mercato in cui i tassi di interesse (specialmente per i nostri clienti) sono stabilmente bassi. Speriamo inoltre e soprattutto in un euro debole che ci aiuti ad essere competitivi in mercati esteri legati in particolare al dollaro anche perché noi esportiamo oltre l’80% della produzione”. A Pesaro ricordano infine che una aspettativa nello specifico ci sarebbe in quanto, ricordano, “abbiamo un tax rate assolutamente elevato e confidiamo nella possibilità di poterci avvicinare a quello dei nostri principali competitor internazionali per poter competere con minori handicap”.

Il piano industriale – le aspettative al 2018 e la generazione di cassa

Biesse ha presentato lo scorso marzo le guidance per il prossimo triennio. Un periodo nel corso del quale il management “ha programmato una crescita organica del fatturato pari al 10,7% sui tre anni, per giungere a fine piano, nel 2018, con ricavi superiori ai 700 milioni ed una crescita analoga del valore aggiunto, la cui incidenza dovrebbe salire al 42,4 per cento”.

Allo stesso tempo, ricordano alla Biesse, “è previsto un forte incremento dei margini operativi ed una rilevante generazione di cassa in quanto l’Ebitda dovrebbe mettere in luce una crescita media annua del 14,2% e margini al 13,6% nel 2018”. Ancora più forte lo sviluppo dei risultati operativi poiché “è previsto un cagr prossimo al 18% per l’Ebit con relativo margine (Ros) al 10,2% a fine piano, mentre il free cash flow seguirà la dinamica positiva già in atto nel 2015 ed è atteso positivo per complessivi 82 milioni (5,6% di margine nel 2018)”.

Master 30marmoIl nuovo piano, aggiungono, “contempla un aspetto fondamentale che riguarda il processo già in atto dal 2015 in merito alla capacità di generare flussi di cassa consistenti. Nell’ultimo anno abbiamo infatti azzerato i debiti netti e per il 2018 è prevista una generazione di cassa tale da portare la disponibilità di cassa a circa 45 milioni, aprendo la possibilità di sostenere spese per investimenti straordinari anche a supporto della ricerca&sviluppo”.

L’attenzione alla generazione di cassa netta, completano alla Biesse sull’argomento, “passa necessariamente attraverso lo stretto controllo delle risorse generate dall’attività operativa, ovvero dal capitale circolante netto. Il target societario è di mantenere l’incidenza di tale aggregato al di sotto del 14% e tale obiettivo è sicuramente alla portata di un gruppo che, come il nostro, ha fatto delle relazioni con clienti e fornitori il proprio asse portante dell’efficienza operativa”.

I target al 2018 – gli investimenti tecnici e la R&S

Tale voce assumerà rilevanza principalmente nell’anno in corso in cui raggiungerà l’ammontare record di 32 milioni circa; tale cifra è rivolta all’espansione sopra citata dei siti in India e Cina, oltre che nel potenziamento della divisione meccatronica nello stabilimento italiano di Pesaro. Il 5% degli utili sarà, come ogni anno, destinato alla R&D.CAPEX

Tale target incontra perfettamente le previsioni degli analisti che attendono poi un rientro della spesa per investimenti su livelli storicamente normalizzati di 26 milioni. Allo stesso tempo i maggiori peers italiani dovrebbero mantenere il livello degli investimenti su livelli stabili, sempre proporzionali alla dimensione societaria e al valore degli asset già in essere.

Biesse al primo posto nella crescita organica anche nel triennio 2016-18

Il gruppo di Pesaro ha realizzato nel periodo 2013-2015 una crescita media annua dei ricavi superiore al 17% e con tale performance si colloca al secondo posto, ma guadagna la vetta se i dati vengono depurati dalle variazioni di perimetro connesse alle politiche di acquisizioni messe in atto dalle aziende attive nel settore. Una leadership che trova conferma anche nelle aspettative sul prossimo triennio, come si rileva dalle tabelle ove vengono riportate le proiezioni degli analisti sui prossimi tre anni come riportate da Bloomberg ed elaborate da Marketinsight per quanto riguarda gli aggregati ricavi ed Ebitda.

RICAVIEccellente anche lo sviluppo del portafoglio ordini, che alla fine di marzo ha raggiunto il massimo storico a 163 milioni lasciando intravvedere un consolidamento dei ricavi con l’entrata a pieno regime delle produzioni. Il fatturato dell’esercizio in corso dovrebbe raggiungere 569 milioni, che dovrebbero crescere con un Cagr del 10,7% sui tre anni, arrivando ad un ammontare superiore ai 702 milioni nel 2018.

Di eccellenza lo sviluppo dell’Ebitda nel passato e nel triennio in corso

Il 2016 dunque, pur in un contesto di mercato complesso, prevede il mantenimento di un elevato livello di portafoglio grazie al riconosciuto patrimonio tecnologico e ad un modello di business flessibile che ha già consentito al gruppo di adeguarsi ai cambiamenti di mercato.

EBITDAUn trend che dovrebbe essere riprodotto anche nel 2017 poiché le proiezioni assegnano alla multinazionale italiana tassi di crescita interessanti nei principali aggregati economici. L’Ebitda 2017 dovrebbe raggiungere 82 milioni, mentre le proiezioni degli analisti al 2018 sulla gestione operativa sono stimate in ulteriore progresso, con Ebitda che salirà a 96 milioni, per un Cagr sul triennio del 14,2%, nettamente superiore a quello della mediana dei principali peers.

In buona sostanza Biesse si è guadagnata la leadership nello sviluppo dell’Ebitda nel triennio 2013-2015 con una crescita media annua del 41,6% e si prepara a confermare questo primato anche nel triennio in corso con una crescita media annua attesa al di sopra del 14 per cento.

La redditività migliora e si riduce il gap sui peers

Come si può rilevare dalla tabella sottostante, nella quale vengono esposti i principali indicatori di profittabilità operativa, Biesse mostra una redditività in costante miglioramento. Nei sei anni considerati, infatti, i margini risultano in crescita, permettendo al gruppo di ridurre il gap con la mediana dei peers, che tuttavia rimane piuttosto elevato.

Nel dettaglio, l’Ebitda margin è passato dall’8,5% del 2013 al 12,6% stimato per l’esercizio in corso per poi essere atteso al 13,5% nel 2018. Risultati che dimostrano come il mercato abbia fiducia nelle prospettive di sviluppo del gruppo, anche grazie alle rassicurazioni da parte del management sul rispetto degli obiettivi fissati nella guidance. Dinamica di crescita attesa anche per quanto riguarda il Ros, stimato in aumento nel prossimo triennio passando dal 4,8% nel 2013 a l 10,1% nel 2018.MARGINI

Analisti – pochi ma tutti con giudizi positivi

Il numero di analisti che seguono il gruppo Biesse è decisamente contenuto e non fa giustizia del potenziale della multinazionale di Pesaro, ma testimonia le problematiche che il mercato finanziario sta vivendo in questa fase. I timori di un’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea si intrecciano con il rallentamento della Cina e con la crisi che ha investito molti paesi emergenti a causa del crollo delle materie prime, a partire dal petrolio, il cui prezzo è ritornato al di sotto dei 50 dollari dopo aver toccato il minimo a metà gennaio quando il valore dell’oro nero era sceso nell’intorno dei 28 dollari a barile con scenari decisamente bui. Ci sono poi i temi più prettamente nazionali, come quelli attinenti alle banche, che nelle ultime settimane hanno pesantemente ritracciato cumulando perdite nell’ordine del 20% in soli 5 giorni. Ed è evidente che in uno scenario come quello tracciato la maggior parte degli operatori attenda l’evoluzione delle variabili in gioco, a partire dalla richiamata Brexit, anche se la visione su Biesse resta oggettivamente positiva considerando la solidità della struttura patrimoniale e la capacità di generare cassa grazie ad un modello di business sostenibile seppur esposto ai cicli economici (vedere servizi in pagina).

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Ma ecco le posizioni degli analisti, con Banca Akros che conferma l’indicazione di acquisto con accumulate e target price a 18,8 euro in quanto “ha una buona generazione di cassa ed ai prezzi attuali è sottovalutata considerando che il management ha confermato le guidance 2016 nonostante l’inatteso risultato del primo trimestre 2016, risultati inferiore alle attese anche per ritardi nella consegna di alcune commesse”. L’analista resta positivo anche perché abbiamo apprezzato l’acquisizione di Uniteam poiché “nonostante la ridotta dimensione dell’acquisita, riteniamo che l’operazione possa avere notevoli risvolti positivi da un punto di vista strategico dato che permette a Biesse di entrare nel mercato della lavorazione del legno, segmento in cui il gruppo non era presente, anche senza considerare le importanti sinergie commerciali di una realtà altamente complementare con quelle della divisione wood di Biesse. Infine, “tale acquisizione consentirà alla società di ampliare la sua presenza nei mercati dei materiali avanzati, delle plastiche e dei compositi” completa l’analista. Il buy secco giunge poi da Banca IMI, ove il prezzo obiettivo è stato fissato a 21,8 euro poiché “il primo trimestre 2016 è stato debole, ma il management ha confermato le guidance per il 2016 ed ha precisato che ci sarà un forte recupero già a partire dal secondo trimestre”. Siamo quindi confidenti nella correttezza delle nostre stime e rilanciamo l’indicazione di acquisto anche perché, completa l’analista, “accogliamo con favore le notizie arrivate dalla fiera biennale di Xylexpo, dove i prodotti di Biesse hanno riscontrato un notevole successo”. Il gruppo ha infatti raccolto ordini per oltre 20 milioni (+103%) che devono ancora essere in parte formalmente confermati ma che “mostrano un feedback positivo per i prodotti del gruppo da parte della clientela”.

Borsa – la scommessa si gioca sul rispetto dei target

Biesse archivia la settimana con un calo di circa il 4,5% a 11,4 euro, anche se è doveroso rilevare che da giovedì è scattata quella ripresa che ha permesso di riassorbire gran parte delle perdite cumulate nei giorni precedenti e lascia intravedere la possibilità del consolidamento del trend rialzista. Dinamica confermata dal balzo del 3,6% di venerdì 17 giugno quando il mercato è scattato in avanti spinto dalle aspettative di un’uscita non negativa dal tema Brexit.

Spostando l’analisi sulla performance da inizio anno si nota come il titolo abbia mostrato un andamento piuttosto volatile, arrivando a toccare un minimo di 10,5 euro a metà febbraio in concomitanza del difficile contesto del mercato. Da quel momento il gruppo ha innescato un trend rialzista che è stato interrotto prima dalla pubblicazione dei deboli dati relativi all’andamento del primo trimestre e poi dal generale nervosismo che ha dominato i mercati in attesa del referedum sulla Brexit. Fattori che, nel complesso, hanno determinato un calo di circa il 26% ytd. Il management è comunque fiducioso su una ripresa già a partire dal secondo semestre, quando cominceranno a manifestarsi i segnali dello sviluppo impresso al gruppo. Fiducia condivisa anche dagli analisti che confermano la raccomandazione buy sul titolo.

sg2016061751124È doveroso ricordare, infine, che estendendo il periodo di analisi a cinque anni Biesse ha mostrato una crescita di circa il 90% passando da 6,05 a 11,6 euro. Una performance che ha premiato le buone scelte manageriali che hanno permesso al gruppo di sovraperformare nel quinquennio il Ftse Italia Mid Cap di circa il 60% e il Ftse Italia All Share di circa il 103 per cento.

I multipli – il titolo tratta a sconto

Dall’analisi prospettica di Biesse comparato con i principali peers del settore dei servizi industriali, emerge che il titolo tratta a sconto sul multiplo EV/Ebitda, sia per il 2016 che per il 2017, del 31,5% e del 36,4% rispettivamente. Sull’indice EV/Ebit, grazie alla struttura meno complessa, il gruppo pesarese è a sconto rispettivamente del 31,5% nel 2016 e del 38,7% nel 2018.

MULTIPLIIl gruppo tratta a multipli interessanti a livello assoluto come sottolineano diverse ricerche di analisti. Inoltre il deleverage che il management ha messo in atto già dall’esercizio passato comincia a mostrare i suoi frutti, con il rapporto net debt/Ebitda atteso a 0,03 nel 2016 ben al di sotto del passato e dei peers utilizzati nell’analisi. Nel 2017 la posizione finanziaria netta dovrebbe risultare positiva, con liquidità netta stimata dagli analisti pari a circa 16,3 milioni.

Criticità – sovra-esposta ai cicli in un contesto di volatilità assoluta 

Biesse opera in un settore decisamente esposto ai cicli economici e quindi molto sensibile all’evoluzione degli aggregati macro, mentre la volatilità che oggi caratterizza i mercati, e non solo quelli finanziari, ne accentua ed esaspera gli effetti. Condizioni esogene a fronte delle quali la multinazionale di Pesaro ha comunque messo in atto gran parte delle azioni di sua competenza necessarie per contrastarle.

Da un lato ha lavorato da sempre sulla qualità dei prodotti, salvaguardando i vantaggi competitivi di una tecnologia abbinata alla creatività. Nel contempo ne ha esteso la gamma entrando in comparti limitrofi o settori complementari. Ha poi lavorato molto sulla diversificazione geografica ampliando le aree di operatività ai cinque continenti già a partire al 1989, quando è stata aperta la prima filiale negli Usa a vent’anni dalla costituzione della società nata a Pesaro nel 1969 per progettare, realizzare e distribuire macchine per la lavorazione del legno.

RoverA16_TorciglioneUn percorso, quello dell’internazionalizzazione, proseguito nei lustri successivi come è proseguita la citata estensione di una gamma prodotti sempre più sofisticati ed in grado di soddisfare le mutevoli esigenze di un mercato in evoluzione.

Iniziative grazie le quali mitigare gli effetti di una sovra-esposizione ai cicli, anche se i rischi rimangono qualora i mercati colpiti siano particolarmente importanti oppure le crisi si manifestino contemporaneamente in più mercati. Un handicap di non poco in scenari come l’attuale ove il rallentamento dell’economia cinese non si arresta accentuando la caduta dei prezzi delle materie prime, a partire dal petrolio. Caduta con pesanti effetti su alcuni fra i principali Paesi emergenti come Brasile o Venezuela, oramai in stato di insolvenza. Ma anche di colossi globali come la Russia, che oltretutto si trova al centro di troppe tensioni geopolitiche.

In buona sostanza le variabili esogene non sono di poco conto e potrebbero condizionare i programmi di sviluppo, anche se a Pesaro sono certi di poter centrare le guidance sul 2016 e si spingono oltre ribadendo la validità degli obiettivi del piano triennale (vedere intervista al presidente di Biesse).

Parole di conforto, anche se gli operatori tengono i fari accesi sull’evoluzione delle variabili esogene come quelle attinenti ai timori di un’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea che tanto hanno condizionato anche le giornate di giovedì 16 e venerdì 17 giugno  intrecciandosi con i temi più prettamente nazionali, come quelli attinenti alle banche, che nelle ultime settimane hanno pesantemente ritracciato cumulando perdite nell’ordine 20% in soli 5 giorni.  Un periodo di tempo nel corso del quale il Banco Popolare è sceso del 25%  e BPM del 22,5 per cento, mentre il Monte Paschi ha perso il 20,7% e l’Unicredit è sceso del 17,3% portando la perdita degli ultimi tre mesi al 45 per cento così come BPM mentre il Monte paschi ha perso ben il 60% su una distanza di 12 mesi.

E tutto ciò resta dominante anche se la visione degli analisti sulla Biesse resta oggettivamente positiva considerando la solidità della struttura patrimoniale e la capacità di generare cassa grazie ad un modello di business sostenibile seppur esposto ai cicli economici (vedere servizi in pagina).