Mercati – Si avvicina il rilancio dei Pir

La Commissione Finanze della Camera ha dato il via libera a un emendamento che cambia la regolamentazione dei fondi Pir (Piani individuali di risparmio) che saranno costituiti a partire da gennaio 2020.

Il testo prevede che il 30% del patrimonio di tali fondi sia investito sulla base delle scelte del gestore, mentre il restante 70% dovrà essere destinato a strumenti finanziari (azioni e debito) emessi da imprese italiane o europee (ma basate in Italia).

Della quota del 70%, il 25% dovrà essere investito in strumenti finanziari emessi da società diverse da quelle quotate sul Ftse Mib o indici equivalenti di altri mercati regolamentati, favorendo anche lo Star.

Sempre del suddetto 70%, il 5% non dovrà essere destinato a strumenti finanziari emessi da società non incluse nel Ftse Mib e nel Ftse Italia Mid Cap, e quindi potrà essere investito sull’Aim, il segmento delle piccole imprese.

L’emendamento, che dovrà ricevere l’ok da Camera e Senato, stabilisce inoltre che casse previdenziali e fondi di investimento possano investire in più di un Pir nel limite del 10% del patrimonio.

I nuovi Pir, quindi, ricalcano la struttura originaria del 2017, mentre la modifica introdotta circa un anno fa dal Governo Lega-5 Stelle prevedeva che un 3,5% del patrimonio fosse veicolato anche in quote o azioni di fondi di venture capital o di fondi di fondi per il venture capital.

Si ricorda che nel 2017 i Pir avevano raccolto 11 miliardi, per poi scendere a 3,5 miliardi nel 2018, mentre al 30 settembre 2019 evidenziano riscatti netti per 546 milioni.