Mercati – Prevista apertura sopra la parità per l’Europa

Le borse europee dovrebbero iniziare la seduta in frazionale rialzo, con gli operatori che continuano a valutare le prossime mosse delle banche centrali per contrastare l’elevata inflazione.

Chiusura a due velocità ieri a Wall Street, con le big della tecnologia che hanno contribuito a far registrare nuovi record. Lo S&P 500 ha guadagnato lo 0,3% terminando sopra i 4.700 punti per la seconda giornata consecutiva.

Il Nasdaq è salito dello 0,5% sfiorando la soglia dei 16.000 punti, superato solo a livello intraday, grazie ai rialzi di alcune big come Apple, Amazon, AMD e Nvidia. In calo, invece, il Dow Jones, che ha perso lo 0,2%.

Tra i mercati asiatici, stamane, Tokyo è salita dello 0,5%, sulla notizia di un imminente annuncio di un pacchetto di nuovi stimoli da 490 miliardi di dollari per attutire l’impatto della pandemia sull’economia.

Shanghai avanza dell’1,1% mentre Hong Kong cede l’1,4%, appesantita dal crollo di Alibaba dopo il taglio dell’outlook per l’anno fiscale 2022 in scia alla stretta normativa della Cina sul settore tech che include la pubblicità online e i contenuti digitali.

L’azionario globale continua a mantenersi in prossimità dei massimi assoluti, sostenuto nelle ultime settimane dalle solide indicazioni provenienti dalla crescita degli utili societari con risultati che in media hanno battuto le attese.

Sullo sfondo resta però il rischio che le pressioni sui prezzi inducano le banche centrali ad accelerare i rialzi dei tassi di interesse, frenando la ripresa dell’economia dopo la crisi pandemica.

Il presidente della Federal Reserve di Atlanta, Raphael Bostic, ha dichiarato che sarebbe appropriato provare ad aumentare il costo del denaro nel corso dell’estate del prossimo anno.

Cresce, intanto, l’attesa per la nomina del nuovo numero uno della banca centrale Usa da parte del presidente Joe Biden, con l’attuale chairman Jerome Powell, il cui mandato scade a febbraio, e Lael Brainard in lizza per la posizione.

Sul fronte macro, infine, i prezzi alla produzione in Germania a ottobre sono cresciuti del 3,8% su base mensile (+18,4% su base annua), superando l’incremento dell’1,9% previsto dagli analisti e accelerando rispetto al +2,3% del mese precedente.