Obbligazioni – Benchmark europei sotto pressione

Mattinata perlopiù in deciso rialzo per i tassi europei in un clima appesantito dalle indicazioni hawkish provenienti da alcuni funzionari della Fed e dai timori per le nuove  operazioni belliche della Russia nell’Ucraina orientale.

Listini continentali in calo con il Ftse Mib che cede l’1,7%.

Le interruzioni delle catene di approvvigionamento dovute ai lockdown della Cina e alla guerra in Ucraina stanno aumentando le pressioni sulle banche centrali affinché agiscano per frenare l’accelerazione dei prezzi in una fase in cui la crescita globale è peraltro destinata a rallentare.

La Banca mondiale ha infatti tagliato dal 4,1% al 3,2% le sue previsioni per l’espansione economica globale nel 2022 in seguito all’invasione della Russia in Ucraina.

I mercati sono intanto in attesa della decisione di domani sul tasso privilegiato d’interesse della Banca Popolare Cinese dopo che venerdì l’istituto ha ridotto il coefficiente di riserva obbligatoria, astenendosi tuttavia dal tagliare i tassi di interesse.

Occhi anche sulle decisioni di politica monetaria negli Usa dove il presidente della Fed di St. Louis, James Bullard, ha affermato che aumenti dei tassi di 75 punti base non dovrebbero essere esclusi poiché la banca centrale deve muoversi rapidamente per combattere l’inflazione.

Nuovi segnali sono attesi inoltre dal proseguimento della earning season che questa settimana vedrà i conti di colossi quali American Express, China Telecom, IBM, Johnson & Johnson, Netflix e Tesla.

Sul fronte geopolitico, infine, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha dichiarato ieri che le forze russe hanno iniziato le operazioni per conquistare la regione del Donbass nell’est del Paese.

Tornando all’obbligazionario il rendimento del Btp decennale aumenta al 2,55% (+9 bp) con uno spread a 163 punti (-1bp).

Oltreoceano il tasso del T-Bond si fissa al 2,9% (+4 bp) mentre sul forex il cambio euro/dollaro risale in area 1,08.