Partenza negativa a Wall Street, con gli operatori che attendono l’inizio della nuova stagione delle trimestrali per avere indicazioni su come le aziende stanno affrontando l’impennata dell’inflazione.
Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,9%, lo S&P 500 lo 0,5% e il Dow Jones lo 0,3%.
Il sentiment dei mercati continua ad essere appesantito dalle preoccupazioni legate alle pressioni sui prezzi, alla prospettiva di un contesto di politica monetaria più restrittivo e al rallentamento dell’economia.
A ciò si aggiungono le notizie sul fronte Covid provenienti dalla Cina, dove ieri Shanghai ha riportato il primo caso di una nuova sotto-variante altamente contagiosa di Omicron e messo in guardia sui rischi “molto elevati”, alimentando i timori di nuovi lockdown.
Il focus questa settimana sarà però rivolto soprattutto sul report sull’inflazione Usa, che seconde le previsioni a giugno dovrebbe aver toccato un nuovo record da oltre quarant’anni in prossimità del 9%, spianando la strada a un ulteriore rialzo dei tassi di interesse da 75 punti base della Federal Reserve.
Cresce, inoltre, l’attesa per l’inizio nei prossimi giorni della nuova stagione delle trimestrali, che fornirà maggiori indicazioni sulle prospettive delle società da qui a fine anno, dopo un primo semestre frenato dai timori di recessione.
Intanto sul Forex il biglietto verde continua a rafforzarsi nei confronti delle altre valute, con il cambio euro/dollaro che si avvicina verso la parità dopo aver bucato al ribasso anche la soglia di 1,01.
In rialzo, invece, il dollaro/yen a 137,6 toccando nuovi massimi da 24 anni, dopo che il forte risultato elettorale della coalizione conservatrice al governo in Giappone è stata letta come un endorsment alla politica monetaria ultra accomodante del paese.
Tra le materie prime in calo le quotazioni del greggio con il Brent (-1,5%) a 105,4 dollari e il Wti (-1,7%) a 103 dollari, complici i timori di nuove restrizioni Covid in Cina e del conseguente impatto sulla domanda.
Nel comparto obbligazionario, infine, la curva dei Treasury resta invertita a testimonianza delle preoccupazioni per il rischio recessione, con i rendimenti del decennale e del biennale americani in calo di circa 6 punti base rispettivamente al 3,02% e al 3,05%.

























