Mercati Usa – Avvio negativo dopo il Job Report, in calo anche i Treasury

Partenza negativa a Wall Street, dopo che i non farm payroll di luglio superiori alle attese hanno alimentato i timori che la Federal Reserve possa decidere per un altro maxi rialzo dei tassi di interesse nella riunione di settembre.

Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq lascia sul terreno l’1,3%, lo S&P 500 l’1% e il Dow Jones lo 0,6%.

In calo anche il comparto obbligazionario, con il rendimento del decennale americano che si impenna di circa quattordici punti base al 2,83% e quello del biennale di circa diciannove punti base al 3,23%.

Lo scorso mese l’economia americana ha creato 528 mila nuovi posti di lavori nel settore non agricolo, più del doppio rispetto ai 250 mila attesi dal consensus e oltre i 398 mila di giugno (rivisti da 372 mila).

Il tasso di disoccupazione è diminuito dal 3,6% al 3,5%, mentre i salari medi sono aumentati dello 0,5% su base mensile rispetto all’incremento dello 0,3% stimato dagli analisti e al +0,4% del mese precedente.

Numeri che sembrano rafforzare la visione della Fed sulla resilienza dell’economia americana, in grado si resistere a ulteriori incrementi del costo del denaro, con una ulteriore stretta da 75 punti base anche a settembre che ora sembra lo scenario più probabile.

Sullo sfondo, inoltre, restano i timori per l’escalation delle tensioni seguite alla visita a Taiwan della presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi, con la Cina che ha annunciato che interromperà la cooperazione con Washington in diverse aree.

Intanto sul Forex il biglietto verde torna prepotentemente a rafforzarsi nei confronti delle altre valute, con il cambio dollaro/yen risalito in area 135 da un minimo intraday a 132,5 e l’euro/dollaro in discesa a 1,014.

Tra le materie prime, infine, ancora in calo le quotazioni del greggio con il Brent (-1,1%) a 93,1 dollari e il Wti (-1,2%) a 87,4 dollari, avviandosi a chiudere un’altra settimana in ribasso e sui minimi da prima dello scoppio della guerra in Ucraina.