Gli eurolistini chiudono in rialzo mentre Wall Street procede negativa dopo le prime ore di contrattazioni.
A Milano, il Ftse Mib ha archiviato le contrattazioni in area 39.069 punti (+1,1%) in guadagno come il DAX di Francoforte (+2,9%), il CAC 40 di Parigi (+1,1%), il Ftse 100 di Londra (+0,8%), l’Ibex 35 di Madrid (+0,4%).
Oltreoceano, il Nasdaq cede lo 0,4%, lo S&P 500 e il Dow Jones lo 0,2%.
Continuano a tenere banco le questioni geopolitiche dopo che Ursula von der Leyen ha annunciato, per domani, una lettera agli Stati membri sul piano ‘Rearm Europe’. La presidente della Commissione europea ha ribadito la necessità di un “massiccio aumento della difesa” perché una pace duratura “può essere costruita solo sulla forza, e questo significa cominciare rafforzando noi stessi”.
Resta l’attenzione anche sugli appuntamenti della settimana, in vista soprattutto degli annunci della BCE, in agenda giovedì, e della successiva conferenza stampa di Christine Lagarde.
Dall’agenda odierna, è emerso intanto che a febbraio i prezzi al consumo preliminari nell’Eurozona sono aumentati dello 0,5% su base mensile, dopo il -0,3% di gennaio. Su base annua, hanno riportato un +2,4%, rallentando leggermente rispetto al +2,5% del mese precedente, a fronte del +2,3% del consensus. L’indice Core, calcolato al netto dei prezzi di energia, cibo, alcool e tabacco, ha mostrato un +2,6%, come il dato finale di gennaio e superiore alle previsioni degli analisti (+2,5%).
Nello stesso mese, il PMI manifatturiero italiano si è attestato a 47,4 punti, in linea alle attese e al di sopra dei 46,3 punti di gennaio.
Sul Forex, l’euro/dollaro sale a 1,050, il dollaro/yen scende a 150,2. Tra le materie prime, in ribasso le quotazioni del greggio, con il Brent (-0,2%) a 72,7 dollari e il Wti (-0,4%) a 69,5 dollari.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund scende a 106 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,54%.
Tornando a Piazza Affari, guidano Leonardo (+16,1%), Iveco Group (+6,2%), Unicredit (+2,7%), Buzzi (+2,3%) mentre chiudono in coda Amplifon (-2,5%), seguita da Saipem (-2,2%), Prysmian (-1,5%), Diasorin (-1,4%).

























