Il Gruppo cesenate, attraverso la divisione Trevi specializzata nei servizi di fondazioni speciali, si è aggiudicata delle nuove commesse per un valore complessivo di circa 135 milioni di dollari. In particolare, in Africa ed Estremo Oriente per 48 milioni, in Sud America per 65 milioni e in Medio Oriente per 22 milioni. Le commesse si riferiscono principalmente ad opere infrastrutturali come metropolitane, porti fluviali e marittimi, ponti e viadotti, complessi industriali e sviluppi immobiliari.
La divisione ha inoltre sottoscritto un accordo quadro con un importante partner internazionale privato del settore delle infrastrutture marittime per la realizzazione di un complesso portuale in Africa del valore complessivo di circa 380 milioni di dollari. L’opera è parte integrante del progetto di forte sviluppo infrastrutturale africano che incrementerà in maniera significativa la capacità logistica della regione per soddisfare la forte domanda derivante dal commercio via mare e dal mondo petrolifero. Le attività di progettazione e costruzione saranno eseguite in diverse fasi e completate nel 2022.
Trovano pertanto conferma i programmi della società di focalizzarsi in quelle aree geografiche dove risultano previsti per il futuro concreti investimenti nel settore delle costruzioni, in particolare Africa e Medio ed Estremo Oriente.

Al netto dell’accordo quadro, del quale al momento il Gruppo non fornisce la propria quota di competenza, l’incidenza delle nuove commesse sul portafoglio ordini complessivo, che al 30 giugno risultava di 1.038 milioni di euro, è del 10 per cento e rappresenta il 17% dell’area Africa-Oriente e l’11% dell’America Latina.
Il mercato accoglie positivamente la notizia: il titolo a metà mattinata guadagna il 5% a fronte di un indice Ftse All Share stabile. A nostro avviso il rialzo risulta pienamente giustificato alla luce dell’impatto del 10% sul backlog, senza considerare l’ulteriore apporto derivante dall’accordo quadro.