DANIELI–TRIMESTRE DIFFICILE, GUIDANCE CONFERMATA

Danieli presenta i risultati relativi al terzo trimestre 2014/2015 con ricavi a 622,2 milioni di euro, in calo dell’18,2% a/a. L’Ebitda si attesta a 46,9 milioni (-31,8% a/a) e la gestione caratteristica chiude con Ebit pari a 21,6 milioni (-52% a/a). L’utile ante imposte sale del 70,6% a 77,5 milioni grazie alla componente cambi favorevole, mentre l’utile netto è pari a 56,3 milioni (+81,2%). L’indebitamento finanziario netto evidenzia cassa netta per 895,5 milioni, in crescita del 6% rispetto agli 844,3 milioni del periodo di confronto. Nonostante il difficile trimestre il portafoglio ordini del gruppo, a 2.748 milioni, rimane molto solido. Questo consente al management di mantenere invariata la guidance relativa all’Ebitda nel range 260/280 milioni. Il titolo in mattinata sta reagendo male ai risultati con un calo del 5% quasi scontando la possibilità di tagli della guidance che, al contrario, è stata confermata. A nostro avviso è eccessiva la reazione considerando che il gruppo ha mantenuto ferma la guidance e sia riuscito a generare cassa per più di 50 milioni di euro nonostante la flessione della redditività. Le valutazioni basse a 6 volte l'Ebitda e con circa 10% di free cash flow yield rendono il titolo ancora attraente.

Danieli archivia il terzo trimestre dell’esercizio 2014/2015 con ricavi a 622,2 milioni (-18,2% a/a). L’Ebitda si fissa a 46,9 milioni, un calo del 31,8% sul pari periodo 2013/2014, con il relativo margine in flessione di 150 basis point al 7,5%. La gestione caratteristica chiude con Ebit a 21,6 milioni contro i 45 del periodo di confronto. I margini sia a livello di Ebitda che di Ebit rispettivamente dell’7,5% e del 3,5% evidenziano che l’incidenza dei costi sui ricavi è aumentata. La gestione finanziaria positiva per  55,9 milioni spinge l’utile ante imposte in rialzo del 70,6% su base annua a 77,5 milioni, beneficiando della componente cambi favorevole che ha avuto un impatto positivo sulle disponibilità liquide e depositi in dollari. L’utile netto è in crescita del 81,2% a 56,3 milioni , dopo il calcolo di 21,4 milioni di tasse per il periodo in esame.

Fonte: dati societari; elaborazione: albertonosari.it
Fonte: dati societari; elaborazione: albertonosari.it

Analizzando i risultati per area di business, è la divisione Plant making ad aver subito la maggiore contrazione del fatturato a 410 milioni con un calo del 25,5%. Il comparto Steel making vede invece i ricavi in lieve rialzo a 213 milioni (+0,6%). Dinamica simile anche sugli utili lordi sia a livello di Ebitda che di Ebit con la divisione Plant making maggiormente sotto pressione.

Fonte: dati societari; elaborazione: albertonosari.it
Fonte: dati societari; elaborazione: albertonosari.it

 

La pressione sul lato reddituale non ha fermato la capacità del gruppo di generare flussi di cassa positivi con le disponibilità nette a 895,5 milioni, in miglioramento di 51,2 milioni rispetto ai dati al 31 dicembre 2014. Il management del gruppo conferma anche la guidance con Ebitda a fine anno atteso nel range 260/280 anche grazie al solido portafoglio ordini a 2,748 milioni di euro.