Il prezzo prevede inoltre una componente aggiuntiva sotto forma di earn-out collegata ai proventi eventualmente riconosciuti a CartaSi Spa da parte di Visa Europe il cui ammontare non è al momento quantificabile.
E’ previsto che gli attuali soci mantengano una partecipazione complessivamente pari al 7,9% nel capitale sociale di Icbpi così suddivisa: Creval 2%, Banco Popolare 1,5%, Bper 1,5%, Banca Popolare di Cividale 0,7%, Ubi Banca 1%, Bpm 1% e Banca Sella Holding 0,2%. Tali banche sottoscriveranno con Mercury Italy un patto parasociale contenente le regole di governance e la disciplina del regime di circolazione delle azioni di Icbpi. Usciranno totalmente dalla compagine sociale Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Banca Carige e Iccrea Holding.
Il patto parasociale prevede, tra le varie opzioni di exit, anche la concessione di opzioni di vendita in favore delle banche che abbiano mantenuto una partecipazione nel capitale di Icbpi, esercitabili individualmente da ciascuna delle suddette banche a partire dal quinto anno al fair market value.
Nell’operazione le banche venditrici sono state assistite da Equita Sim e da Mediobanca a in qualità di advisor finanziari e dallo Studio Lombardi Molinari Segni in qualità di consulente legale.
Commento
La Banca Popolare dell’Emilia Romagna cederà il 9,14% del capitale di Icbpi, realizzando una plusvalenza netta di 149-162 milioni, con un impatto positivo sul Cet1 Fully Phased riferito alla data del 31 marzo 2015 (che era pari all’11,4%) di 40 punti base.
L’impatto dell’operazione sui coefficienti patrimoniali dell’istituto è piuttosto rilevante, tuttavia dovrebbe essere già stato scontato dal mercato in quanto i termini della transazione sono sostanzialmente in linea con i valori che circolavano negli ultimi mesi.
Infine, ricordiamo che l’istituto si impegna a mantenere una partecipazione pari all’1,5% del gruppo Icbpi.