Tra i titoli peggiori ricordiamo Ferragamo che lascia sul tavolo quasi 10 punti percentuali. Limita le perdite al 2% invece il re italiano del cashmere Cucinelli, per cui tuttavia, occorre ricordare, che il suo nome è tra i pochi titoli con una performance negativa (-9%) dall’inizio dell’anno.
Cede anche Tod’s malgrado le ottimistiche dichiarazioni del suo patron Della Valle sull’andamento atteso per il secondo trimestre appena conclusosi. Un capo azienda tuttavia che appare ogni giorno più tentato dal canto delle sirene della politica nazionale: la sua azienda, nel frattempo, continua a soffrire sul lato della redditività.
Segno più per De’ Longhi: il mercato ha bene accolto le sue dichiarazioni relative alla redditività futura che sono risultate superiori rispetto alle aspettative di consensus. De’ Longhi risulta una delle società più esposte sul lato dei costi all’andamento delle valute in quanto un’importante parte della sua base produttiva risulta localizzata in Cina. La valuta cinese è strettamente collegata a quella statunitense e la recente rivalutazione di quest’ultima ha avuto una conseguenza sui conti della multinazionale delle macchine del caffè: da questo punto di vista le parole del numero 1 dell’azienda hanno rincuorato il mercato.
Infine vale la pena ricordare Geox che ha chiuso in positivo la settimana.