UTILITY – TRA LE BIG SI SALVA SNAM IN UNA SEDUTA DIFFICILE

La seconda svalutazione dello yuan sul dollaro statunitense in 24 ore ha mandato nuovamente al tappeto le Borse europee. A differenza della seduta di martedì, nella giornata di ieri piazza Affari non è riuscita a reggere la pressione dei venditori, con il Ftse Mib che ha rotto gli argini scivolando poco sotto la soglia dei 23mila punta. In questo modo, l’indice principale del mercato azionario italiano ha concluso la giornata con una performance negativa di quasi il 3 per cento. Meglio è andata al paniere delle società del settore utility e delle rinnovabili, con l’indice Ftse Italia Servizi Pubblici che ha limitato le perdite al 2,2% rispetto alla chiusura precedente. Tra le società a maggiore capitalizzazione, l’unico titolo che ha concluso le contrattazioni con una variazione positiva delle quotazioni, pari al +0,4%, è stato Snam. A sostenere i corsi del colosso di San Donato i solidi fondamentali e le caratteristiche di azione difensiva che, in giornate come quella di ieri, spingono alcuni investitori a rifugiarsi in strumenti finanziari con basso beta. Seduta da dimenticare per Enel, le cui quotazioni hanno perso il 3,4% rispetto alla chiusura di martedì, zavorrando l’indice di settore a causa del peso del colosso elettrico, pari al 46 per cento. A pesare sui corsi del gruppo guidato da Francesco Starace anche la notizia che un fondo pensione cileno, azionista della controllata Enersis, si è appellato alla magistratura locale contro la decisione dell’Autorità cilena per i mercati finanziari (Svs) di considerare la riorganizzazione del gruppo Enel in Cile come operazione tra parti non correlate. Una mossa, quindi, che potrebbe ostacolare il processo di ristrutturazione societaria in corso. Nel segmento delle Mid Cap, ancora una buona performance giornaliera di Erg che è riuscita a portare a casa un rialzo dell’1 per cento. Invariate le quotazioni di Hera, che insieme a Iren, pubblicherà i risultati del secondo trimestre del 2015 nell’ultima settimana di agosto. Tra le Small Cap, nessun titolo ha concluso le negoziazioni con una variazione positiva dei prezzi. Il peggiore è stato Acsm-Agam (-3,3%), colpito da prese di beneficio dopo il rally delle scorsa settimana.

Tabella 2015_08 agosto 12