CENTRALE DEL LATTE DI TORINO – 1° TRIMESTRE 2016

Il gruppo torinese ha registrato nel primo trimestre dell’anno corrente ricavi netti pari a 24,4 milioni, in linea rispetto al corrispondente periodo del 2015, mentre Ebitda ed Ebit hanno riportato una flessione rispettivamente del 45,5% e dell’88,3 per cento. Il conto economico si è chiuso con una perdita di 0,2 milioni (vs l’utile di 0,8 milioni del periodo di confronto). Dal lato patrimoniale, l’indebitamento finanziario netto è diminuito da 20,6 milioni di fine esercizio 2015 a 19,9 di fine marzo 2016.

Il gruppo guidato da Luigi Luzzati, nel primo trimestre 2016, ha mostrato un calo delle principali voci di conto economico, ad eccezione del fatturato, pari a 24,4 milioni, che si è mantenuto in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente.  Secondo una divisione dei ricavi per tipologia di prodotto, le vendite derivanti dal latte fresco, che incidono maggiormente sul fatturato totale (circa il 42%) hanno subito una contrazione dell’1,2 per cento. In calo anche il comparto dal latte UHT (-8,1%), quello dello yogurt (-9,4%) e del latte e panna sfusi (-21,8%). Di contro, hanno registrato buone perfomance le vendite dei prodotti di IV gamma (+13,2%), dei prodotti confezionati (+7,2%) e delle bevande vegetali (+29,7%). Da ricordare, che il giro d’affari del gruppo è stato realizzato per il 53% in Piemonte, per il 23% in Liguria e per il 24% in Veneto. A livello operativo, l’Ebitda a 1,1 milioni ha subito un calo del 45,5% a/a, con il relativo margine pari al 4,3 per cento, a causa del generale incremento dei costi operativi. Tale dinamica si è amplificata sull’Ebit, che ha segnato una flessione dell’88,3% a 0,1 milioni a seguito dei maggiori ammortamenti (+5,6%) e accantonamenti (+45,6%). Il conto economico si è chiuso con una perdita finale di 0,2 milioni (vs l’utile di 0,8 milioni del periodo di confronto) su cui ha pesato anche il maggior carico fiscale, nonostante il calo degli oneri finanziari (-19%).

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Dal lato patrimoniale l’indebitamento finanziario netto è passato da 20,6 milioni di fine 2015 a 19,9 milioni di fine marzo 2016.

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