Commercio – Utile netto e indebitamento in aumento nei 9 mesi

Nei primi nove mesi del 2016 il settore ha mostrato un andamento piuttosto positivo. Migliorati infatti tutti i principali margini reddituali. Sul fronte patrimoniale, l’indebitamento finanziario netto totale aumenta del 24,2%, rispetto a fine 2015, risentendo soprattutto del peggioramento dell’indebitamento di Campari. Le prospettive sul settore indicano una situazione di stabilità per l’ultima parte dell’anno, alla luce delle stime recentemente comunicate da Confcommercio relative al mese di novembre.

RICAVI – Nel periodo gennaio – settembre 2016 i ricavi complessivi del settore segnano una crescita del 2,2% a 7.356,5 milioni. Nel dettaglio, la quota più consistente è quella di Autogrill che, con il 44,6% del totale, ha riportato un progresso del 4,3% a 3.281,5 milioni. Un andamento che media un aumento del 2,8% per crescita organica, un incremento del 2,5% riferito al saldo positivo tra nuove aperture e chiusure e una riduzione netta dello 0,8%, a seguito delle cessioni del ramo US Retail e delle attività nelle stazioni francesi (all’inizio di giugno 2016) e dell’acquisizione di CMS negli Usa in agosto.

Buono anche l’andamento di Campari che ha realizzato ricavi pari a 1.180,4 milioni (+3,1%), pari al 16% del totale. La performance del periodo media una crescita organica del 5,4%, spinta dai brand priorità globale (+8,6%) e regionale (+9,8%), ed una contrazione del 3,7%  legato alla svalutazione dei cambi soprattutto nei mercati emergenti.

Performance positive anche per altri gruppi del settore, quali Marr (+4,5% a 1.174,2 milioni)  e  Ivs Group (+4,8% a 259,6 milioni).

Diversamente evidenziano una contrazione dei ricavi di Massimo Zanetti Beverage (-3% a 670,7 milioni), La Doria (-12,6% a 491,6 milioni) e Valsoia (-1,9% a 88 milioni).

EBITDA – L’Ebitda complessivo si attesta a  851,8 milioni e segna un progresso del 5,5 per cento. Nel dettaglio si rileva che oltre il  37% dell’aggregato è riferito ad Autogrill, con un ammontare pari a 320,2 milioni, in crescita dell’11,3 per cento per la minore incidenza dei costi di produzione e la riduzione dei costi di riorganizzazione a 2,4 milioni (8,9 milioni dei primi nove mesi del 2015). Buon andamento dell’Ebitda anche per Campari, che segna una crescita del 7,1% grazie al favorevole mix di prodotto e mercato delle vendite, e per Massimo Zanetti Beverage, che ha evidenziato la migliore performance segnando  una crescita del 17,2% a 49,3 milioni.

EBIT – L’Ebit totale è pari a 579,5 milioni, in aumento dell’8,9%. Nel dettaglio si evidenzia che è Campari a pesare maggiormente con  234  milioni, che esprime oltre il 40% del totale e segna un progresso del 6%, spesati ammortamenti aumentati del 13,5% a 38,6 milioni. Segue Autogrill, con un risultato operativo pari 179,3 milioni, pari al 31% del totale ed in progresso del 33% in presenza dei minori ammortamenti e svalutazioni (-7,8% a 141 milioni).

UTILE NETTO – L’utile netto del comparto si fissa a 231 milioni, in crescita del 29,7%, a cui Autogrill ha contribuito con 110,2 milioni, pari al 48% dell’aggregato, in progresso di oltre il 66 per cento. Segue Marr con 50 milioni, in aumento del 2,2%. Centrale del Latte d’Italia ha però segnato la migliore performance, con un utile passato da 0,2 a 12,4 milioni, grazie agli oltre 13 milioni di proventi non ricorrenti derivanti dall’incorporazione della Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno.

INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO – Dal lato patrimoniale l’indebitamento finanziario netto totale ammonta a 2.631 milioni, in aumento del 24,2% rispetto a fine 2015. A pesare maggiormente sul totale è Campari il cui indebitamento è salito a 1.358,6 milioni (+64,5%) soprattutto a seguito dell’acquisizione di Grand Marnier per complessivi 682,9 milioni.

Positivo invece l’apporto di Banzai, con liquidità nette aumentate del 21,8% a 28,3 milioni rispetto a fine 2015, a seguito delle risorse introitate dalla cessione di Banzai Media Holding a Mondadori e al netto delle risorse assorbite dalle attività di investimento per 6,8 milioni, dalla gestione operativa per 15 milioni e dalle attività destinate alla dismissione per 5,5 milioni.

Le prospettive sul settore per l’ultima parte dell’anno in corso indicano una situazione di stabilità, alla luce delle stime recentemente comunicate da Confcommercio relative al mese di novembre.