Mercati – L’Europa accelera in scia a Wall Street

Intorno alle 16:00 i principali listini europei si attestano tutti in territorio positivo, sostenuti anche dall’apertura in rialzo delle borse statunitensi e dall’agognato superamento di quota 20.000 punti da parte del Dow Jones. Gli indici americani guadagnano oltre mezzo punto percentuale, mentre nel Vecchio Continente il miglior listino è l’Ibex 35 di Madrid a +2%, seguito dal Dax di Francoforte a +1,9 per cento.

Sull’indice tedesco influisce fortemente il +5,4% di Deutsche Bank, sostenuta dalle indiscrezioni secondo cui potrebbe collocare sul mercato parte della controllata nella gestione patrimoniale, Deutsche Asset Management, per innalzare il Cet1. Il Cac 40 di Parigi guadagna l’1,2%, il Ftse Mib di Milano segna un progresso dell’1% mentre il Ftse 100 di Londra è più arretrato a +0,35 per cento.

Quest’ultimo è penalizzato in parte dal rafforzamento della sterlina, con il cambio EUR/GBP in calo dello 0,5% a 0,853 e il GBP/USD in rialzo a 1,258. Sostanzialmente stabili lo yen e l’euro/dollaro in area 1,073.

Tra le materie prime, l’oro buca al ribasso la soglia 1.200 dollari l’oncia. Scende di quasi un punto percentuale anche il petrolio in attesa dei dati settimanali sulle scorte Usa questo pomeriggio, con Brent e Wti rispettivamente a 55 e 52,8 dollari al barile.

Sul fronte macro, l’indice Ifo di gennaio sulla fiducia delle imprese tedesche ha deluso le attese, attestandosi a 109,8 punti contro i 111,3 punti del consensus. L’indicatore relativo alle condizioni attuali, invece, è salito in linea alle previsioni a 116,9 punti, mentre quello sulle aspettative è sceso a 103,2 punti contro i 105,8 punti stimati dal consensus.

Vendite diffuse sull’obbligazionario, dove si osserva un innalzamento generalizzato dei rendimenti sulla scadenza decennale. Il Bund risale sui massimi di un anno allo 0,46%, trascinando con sé anche gli altri titoli di stato della zona euro. Il rendimento del Btp si attesta al 2,07%, mentre lo spread con l’omologo tedesco resta in area 161 punti base.

Tornando a Piazza Affari, continua a tenere banco la possibile operazione tra GENERALI (+1,5%) ed INTESA (+1,2%), con l’istituto guidato da Carlo Messina che ha confermato ufficialmente un interesse per la compagnia di assicurazioni. Eventuali risvolti potrebbero giungere dal Cda di Generali in programma oggi.

L’annuncio di Intesa ha provocato una reazione a catena tra i protagonisti della partita, a partire da UNICREDIT (+5,7%). L’istituto di Piazza Gae Aulenti, infatti, è l’azionista di riferimento di MEDIOBANCA (+5%) con una quota dell’8,56% e a sua volta la banca di piazzetta Cuccia è il primo socio del Leone di Trieste con il 13,04 per cento.

In grande spolvero anche SAIPEM (+7,9%), che beneficia della firma di Trump sull’ordine esecutivo per l’implementazione di due oleodotti. Acquisti anche su STM (+3%), agevolata dai risultati positivi di Texas Instruments e dalle previsioni rosee sui conti trimestrali che verranno diffusi domani.

Vigilia di risultati anche per FCA (+1,7%), che continua a beneficiare delle promesse di Trump su tagli alle tasse e riduzione delle regolamentazioni, anche sulle norme ambientali.

Le notizie provenienti da oltreoceano giovano anche a BUZZI (+2%), sui massimi storici, sostenuto dalla proposta di alcuni senatori democratici statunitensi per investire 1 trilione di dollari in un piano di ammodernamento delle infrastrutture.

Vendite sulle utilities, penalizzate dal rialzo dei rendimenti sui governativi, con SNAM (-1,3%), ENEL (-1,4%) e TERNA (-1,8%) fra le peggiori del listino principale.

Pesante, infine, YOOX (-5,2%) che soffre anche del downgrade ad underperform, con prezzo obiettivo a 20 euro, da parte degli analisti di Exane BNP Paribas.