Il Ftse Mib chiude la settimana a 19.329,26 punti (-0,8%). L’indice Ftse Italia Petrolio e Gas Naturale chiude a 16.875,59 punti (-4,3%), sottoperformando l’Euro Stoxx Oil&gas a 315,90 punti (-1,7%). Il petrolio chiude a ha chiuso a 55,08 dollari al barile (+0,8%) e il wti a 52,81 dollari (+0,8%). In forte calo Eni che cede il 5 per cento.
Il Ftse Mib termina le contrattazioni settimanali a 19.329,26 punti (-0,8%).
Cinque giorni di volatilità per le quotazioni del greggio anche se la performance settimanale risulta leggermente in crescita. Se da una parte le scorte Usa hanno evidenziato sia lo stock complessivo, che quello di greggio, in crescita e peggiore delle attese, le notizie positive provenienti dall’Opec fanno ben sperare gli operatori sul riequilibrio del mercato entro la prima metà del 2017. Il brent ha chiuso a 55,08 dollari al barile (+0,8%) e il wti a 52,81 dollari (+0,8%). L’indice Ftse Italia Petrolio e Gas Naturale chiude a 16.875,59 punti (-4,3%), sottoperformando l’Euro Stoxx Oil&gas a 315,90 punti (-1,7%).
Per quanto riguarda i titoli del comparto, a trascinare al ribasso l’indice è Eni che cede il 5% a 14,77 euro. Il titolo paga anche le indiscrezioni secondo cui il governo nigeriano ha annunciato la confisca della licenza offshore OPL245 detenuta pariteticamente da Eni e Shell. Sarebbe infatti in corso un‘indagine sull’acquisizione di tale asset da parte delle due società nel 2008. Chiude stabile Tenaris, nonostante la notizia positiva proveniente da oltreoceano. Trump infatti ha firmato ieri l’ordine esecutivo per due pipeline bloccate dall’amministrazione Obama a causa degli eccessivi impatti ambientali. Rimane il fatto che Tenaris è già molto cara sui multipli. Bene Saipem che cresce del 3,8 per cento.


























