Mercati – Milano in vetta all’Europa con Ferrari sugli scudi dopo i risultati

Nella prima parte del pomeriggio, intorno alle 15:45, Piazza Affari mantiene l’intonazione positiva della mattinata, confermandosi in rialzo dello 0,9%, miglior performance tra i listini continentali. Segno più anche per il Ftse 100 di Londra (+0,7%), l’Ibex 35 di Madrid (+0,7%) e il Cac 40 di Parigi (+0,2%), mentre il Dax di Francoforte (-0,4%) sconta il tonfo di Deutsche Bank (-6,4%) in seguito a perdite trimestrali superiori alle attese.

Nel frattempo Wall Street ha aperto con ribassi intorno allo 0,3%, all’indomani del primo meeting della Fed dall’insediamento ufficiale di Trump alla Casa Bianca. La Banca centrale americana ha delineato uno scenario ottimista sull’andamento dell’economia, ma ha lasciato intendere che non affretterà il ritmo dei rialzi dei tassi di interesse. Il costo del denaro, infatti, è rimasto invariato e presumibilmente non verrà ritoccato nemmeno nel prossimo incontro di metà marzo.

Povera l’agenda macroeconomica odierna, che in Usa ha visto la pubblicazione delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, in calo a 246 mila unità, mentre in Europa è stato diffuso il Markit Pmi sulle nuove costruzioni di gennaio in Uk, diminuito più delle attese a 52,2 punti.

L’atteggiamento cauto della Fed ha penalizzato il dollaro, con il cambio EUR/USD tornato a 1,082 e l’USD/JPY sceso a 112,3. In calo anche la sterlina con il GBP/USD a 1,256 dopo che la Bank of England ha confermato il quantitative easing e i tassi agli attuali minimi storici, alzando nel contempo le stime di crescita ed inflazione.

La decisione della Fed e il conseguente calo del biglietto verde hanno invece favorito l’oro, tornato sui massimi di circa tre mesi in area 1.225 dollari l’oncia. In rialzo anche il petrolio con il Brent (+0,4%) a 57 dollari e il Wti (+0,3%) a 54 dollari.

Sull’obbligazionario i rendimenti sulla scadenza decennale invertono la rotta e scendono di alcuni basis point, con il Btp tornato in area 2,23% e lo spread Bund-Btp che scende a 180 punti base.

A Piazza Affari gli acquisti premiano FERRARI (+4,3%), che ha presentato un quarto trimestre in forte crescita, con risultati migliori delle stime degli analisti. I ricavi sono balzati del 12,4% a 836 milioni, contro gli 813 milioni previsti dal consensus. L’Ebitda adjusted è cresciuto del 38,7% a 251 milioni (224 milioni il consensus), con un’incidenza sui ricavi del 30% (+5,7% a/a), mentre l’Ebit adjusted segna un balzo del 68% a 183 milioni (155 milioni il consensus), con una marginalità del 21,9% (+7,2% a/a).

Denaro anche su CNH (+4,2%) mentre soffre FCA (-0,5%) nonostante la crescita delle immatricolazioni superiore al mercato registrata in Italia a gennaio.

Continua a correre STM (+3,3%) in scia ai risultati positivi di Apple sulle vendite di Iphone7, che monta componenti prodotti dal colosso italo francese dei semiconduttori.

Tornano gli acquisti anche su GENERALI (+2,7%), che trascina con sé MEDIOBANCA (+1,9%), in attesa di possibili indicazioni domani sulla possibile operazione con INTESA (-1,1%). Domani infatti si terrà il cda dell’istituto guidato da Carlo Messina per l’approvazione dei risultati 2016 e, seppur non si attendono annunci ufficiali, sarà inevitabile che durante la conference call con gli analisti le domande si concentrino sulle strategie future di sviluppo della banca.

Torna negativa UNICREDIT (-2%) il cui cda ieri, oltre ad approvare prezzo e dettagli dell’aumento di capitale che partirà il prossimo 6 febbraio, ha dato anche il via libera alla mega cartolarizzazione di sofferenze da 17,7 miliardi.