Mercati – Prevista partenza debole, occhi puntati su Unicredit

A 15 minuti dall’apertura delle contrattazioni i futures sui principali indici continentali scambiano in ribasso tra lo 0,2 e lo 0,3 per cento. Per le borse europee si prospetta dunque un avvio col segno meno, in linea con le piazze asiatiche.

Queste ultime, infatti, proseguono il cammino di una settimana piuttosto incerta ed altalenante, in particolare Tokyo (-1,1%), accogliendo con scarso entusiasmo le dichiarazioni della Fed, che oltre a lasciare i tassi di interesse invariati ha fatto intendere che presumibilmente non li alzerà neanche nella prossima riunione di metà marzo.

Decisione che nella serata di ieri ha consentito al Vix, l’indice della paura, di scendere per la prima volta sotto dieci punti e ha permesso ai listini americani di chiudere poco sopra la parità, con il Nasdaq in rialzo di mezzo punto percentuale.

Tornando nel Vecchio Continente, procedono le manovre del Regno Unito per abbandonare l’Unione Europea. Ieri la Camera dei Comuni ha approvato con 498 sì e 114 no il testo di legge del governo per avviare le procedure per la Brexit. La palla passa ora alla Camera dei Lord, che tuttavia non ha il potere di bloccare il provvedimento, poiché la decisione finale spetta comunque ai Comuni.

Pochi spunti dall’agenda macroeconomica odierna, in cui spiccano il Markit Pmi di gennaio sulle nuove costruzioni nel Regno Unito e le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli USA.

Per quanto riguarda l’Italia, è giunta la risposta del governo alla Commissione Europea che aveva richiesto una correzione del deficit strutturale, attraverso una riduzione del rapporto debito/Pil. Nella lettera al vicepresidente Valdis Dombrovskis e al commissario Pierre Moscovici, il ministro Pier Carlo Padoan ha precisato che la manovra “sarà composta approssimativamente per un quarto da tagli di spesa e per il resto da maggiori entrate”. I risparmi deriveranno per circa il 90% da consumi intermedi e per il resto da ‘tax benefit’.

A Piazza Affari occhi puntati su UNICREDIT, dopo l’annuncio che l’operazione di aumento di capitale da 13 mld inizierà il 6 febbraio e si concluderà il 10 marzo ed avverrà ad un prezzo di 8,09 euro. Tale prezzo di sottoscrizione incorpora uno sconto del 38% rispetto al prezzo teorico (cioè dopo lo stacco del diritto di d’opzione) delle azioni ordinarie.

Attenzione anche su FERRARI, che pubblicherà oggi i risultati relativi al quarto trimestre 2016.

Da tenere ancora sotto osservazione FERRAGAMO, la migliore di ieri grazie a ricavi preliminari nel quarto trimestre superiori alle stime degli analisti, STM, ben acquistata ieri in scia ai risultati positivi di Apple sulle vendite di Iphone7 e FCA, penalizzata ieri dal calo delle vendite negli Stati Uniti.

Infine, da segnalare che TERNA ha acquisito due concessioni per la distribuzione del gas in Brasile, una da 158 km e l’altra da 350 km, per un valore complessivo di 180 milioni di dollari.