Il cda di Unicredit di ieri, che ha approvato prezzo e dettagli dell’aumento di capitale che partirà il prossimo 6 febbraio, ha anche dato via libera alla mega cartolarizzazione di sofferenze da 17,7 miliardi di euro. Il cosiddetto progetto Fino. Il piano sta ora entrando nella fase esecutiva e l’obiettivo è riuscire a concluderlo entro il 2017, per rispettare la road map indicata durante il Capital Market Day.
Il cda di ieri che ha dato il via libera alla ricapitalizzazione da 13 miliardi che partirà il 6 febbraio al prezzo di 8,09 euro per azione, ha approvato anche il Progetto Fino, che prevede la cessione di 17,7 miliardi di npe. L’iniziativa è stata adottata proattivamente da Unicredit al fine di accelerare la riduzione dell’ammontare lordo delle esposizioni deteriorate (non performing) del gruppo in conformità al Piano Strategico e ai requisiti regolamentari.
I titoli Unicredit, alle 9:18 segano un calo del 3% a 25,8 euro, con un andamento caratterizzato da una forte volatilità. L’indice Ftse Italia Banche segna, invece, un ribasso dell’1,5%.
L’operazione, realizzata attraverso una cartolarizzazione, sarà suddivisa in due fasi. La prima prevede la cessione a Pimco e Fortress di una tranche verticale maggioritaria, che avrà luogo al più tardi entro il secondo semestre del 2017. Il completamento della dismissione, la cosiddetta fase 2, si concluderà nel corso del Piano Strategico 2017-19.
La Bce ha accolto positivamente il piano volto a migliorare la qualità degli attivi del gruppo. L’organo di vigilanza europeo non ha fissato precisi target di riduzione per l’istituto italiano, ma, come evidenziato nel documento di registrazione, esiste un continuo dialogo e uno stretto monitoraggio del livello di esposizioni deteriorate delle singole banche italiane e della loro contrazione.
Come già sottolineato, le rettifiche sui crediti pari a 8,1 miliardi, saranno registrate contabilmente nel corso del 4° trimestre 2016 al fine di portare i valori di carico in linea con i prezzi di cessione, e quindi porteranno, temporaneamente, a un calo del Cet1 all’8 per cento. Il positivo completamento dell’aumento di capitale, oramai ai cancelli di partenza, consentirà il ripristino dei requisiti patrimoniali di Unicredit che verranno allineati a quelli delle migliori G-SII europee. In particolare l’istituto conferma l’obiettivo di portare il CET1 ratio (fully loaded) al di sopra del livello del 12,5% nel 2019.

























