Da fine gennaio, il colosso petrolifero italiano sta oscillando, con importanti variazioni intraday, tra la resistenza statica posizionata a 14,71 euro e il supporto statico posto a 13,84 euro (livello da cui nelle scorse sedute è transitata anche la media mobile a 200 sedute). Un andamento non molto difforme da quello registrato nello stesso periodo dalle quotazioni del greggio sui mercati internazionali.
Fatta questa premessa, il superamento – confermato in chiusura di seduta – dell’importante ostacolo a 14,71 euro rappresenterebbe un segnale rialzista, dato che potrebbe aprire la strada verso il primo obiettivo individuabile in area 15 euro, in prossimità del passaggio della media mobile a 50 sedute. La continuazione di eventuale trend ascendente di breve periodo, che dovrà essere sostenuta anche dai conti del quarto trimestre del 2016 e dalle guidance dei vertici del cane a sei zampe per l’anno in corso (entrambi annunciali il prossimo primo marzo prima dell’apertura dei mercati) e da una nuova fiammata dei prezzi del petrolio, potrebbe poi spingere le quotazioni di Eni verso i massimi di inizio 20017 in area 15,90 euro.
Il deterioramento dell’attuale quadro grafico neutrale rimane subordinato al ritorno sotto la soglia dei 14 euro, che dovrà essere confermato dal cedimento del limite inferiore, passante per 13,84 euro, del sopracitato canale laterale. In questo scenario negativo, il primo obiettivo ribassista con una valenza rilevante è rappresentato dal supporto statico a quota 13,40 euro.


























