In occasione del Piano Strategico 2017-2019 presentato lo scorso 22 novembre, il gigante elettrico internazionale aveva annunciato l’aumento del suo programma di gestione attiva del portafoglio a circa 8 miliardi rispetto ai 6 miliardi del precedente Piano 2016-2019. Nel dettaglio, Enel si è posta l’obiettivo di dismettere asset di generazione da fonte termoelettrica e rinnovabili nonché asset minori in America Latina per circa 3 miliardi, reinvestendo al contempo fino a 4,5 miliardi di proventi.
Di questi 4,5 miliardi, saranno destinati in via prioritaria circa 2 miliardi all’acquisizione di partecipazioni di minoranza in America Latina nel breve termine (di cui parte già utilizzati per l’acquisizione del 94,8% della brasiliana CELG Distribuição), secondariamente circa 2 miliardi a un eventuale programma di acquisto di azioni proprie per acquisizioni bolt-on (soprattutto nelle reti) e circa 500 milioni al finanziamento di investimenti per la crescita.
Il Consiglio di Amministrazione di Enel potrebbe dunque proporre l’avvio del piano di buy-back azionario il prossimo 16 marzo, quando approverà i risultati definitivi relativi all’esercizio 2016. Lo ha riportato un articolo di oggi de “Il Sole 24 Ore”.
La delega al management per il piano di acquisto di azioni proprie dovrà comunque essere approvata dall’Assemblea annuale degli azionisti, programmata per il prossimo 4 maggio in unica convocazione. La delega dovrebbe avere durata di 18 mesi e l’operazione di riacquisto non sarà comunque avviata prima del 2018.

























