Il titolo del cane a sei zampe si allontana dal supporto statico di 14,12 euro sulla scia della positività registrata dal Crude Oil (+0,54% a 54,05 dollari). Con il rialzo odierno, Eni ha infatti scongiurato la rottura del supporto che avrebbe potuto portare il titolo verso il primo target ribassista a 13,75 euro e secondo a 13 euro tondi.
Con l’attuale configurazione, l’azione ha una resistenza di breve a 14,65 euro, ma sembra tuttavia poco probabile che abbia la forza di andare a violarla al rialzo nelle prossime sedute. Più probabile che si affronti un altro periodo di lateralità come quello che ha contraddistinto le sedute da fine gennaio a questa parte.
C’è però la possibilità che il Crude rompa a rialzo la resistenza di area 54,50 dollari, che lancerebbe la materia prima verso i 60 dollari al barile dove c’è stata una notevole congestione di scambi nell’aprile 2016. Se ciò dovesse accadere è facile che il petrolio si trascini dietro tutti i titoli del comparto oil.
In una situazione simile, Eni, potrebbe andare a rompere il tetto dei 14,65 euro proiettando il titolo verso i massimi di gennaio, a ridosso dei 15,50 euro, dove andrebbe ad incrociare anche una trend line discendente di medio termine, partita il 28 aprile 2015 a 17,66 euro e formata con l’unione del massimo segnato il 3 gennaio a 15,82 euro.


























