Enel – Banda larga: oggi verdetto del primo bando Infratel

Dovrebbe arrivare oggi l’esito della gara Infratel da 1,4 miliardi per la progettazione, realizzazione, manutenzione e gestione della rete in fibra ottica nelle “aree a fallimento di mercato” in sei regioni (Abruzzo, Molise, Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto). L’aggiudicazione ufficiale arriverà a valle della valutazione da parte della commissione della sostenibilità economica dell’offerta di OpEn Fiber (OF).

Ricordiamo infatti che a gennaio la società controllata pariteticamente da Enel e CDP aveva ottenuto il punteggio tecnico più alto in tutti e cinque i lotti del bando e che la commissione aveva definito “anomale” le offerte di OF, in quanto superiori ai parametri indicati nel bando di gara. Si trattava di una graduatoria provvisoria, in cui si sono pre-qualificate anche TIM, Estra e il consorzio e-Via (Retelit, Eolo e Eds). La concessione della rete in fibra ottica ha durata ventennale. [Per approfondire l’aggiudicazione provvisoria leggi anche:ENEL – OPEN FIBER IN POLE POSITION NEL BANDO INFRATEL DA 1,4 MLD]

Sarà invece noto entro fine marzo l’esito del secondo bando di gara Infratel da 1,2 miliardi per i sei lotti riguardanti le aree bianche (ossia quelle a fallimento di mercato) di Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Basilicata e Sicilia e provincia autonoma di Trento. OF ha presentato un’offerta anche per questa gara, mentre TIM ha comunicato di non voler partecipare. Acea ha partecipato ai lotti di Marche, Umbria e Lazio 4 (esclusa Roma che è già gestita da loro).

COMMENTO

OpEn Fiber, oltre alle 270 città delle “aree a successo di mercato” (cluster A e B) in cui prevede nei prossimi anni di investire direttamente per la realizzazione della rete a banda ultra-larga, sta partecipando ai bandi indetti dallo Stato (Infratel) volti a finanziare e portare la fibra ottica anche nelle aree in cui il solo investimento privato non riuscirebbe a sostenere i costi per la realizzazione dell’infrastruttura. Si tratta dei cluster C e D, per definizione considerati “aree a fallimento di mercato”, che riguardano prevalentemente zone rurali o a bassa densità abitativa dove Internet arriva a bassa velocità. In queste aree sono necessari maggiori investimenti e la stesura dei cavi è più onerosa; per questo motivo sono previsti finanziamenti statali a fondo perduto (i suddetti 1,4 miliardi in questo caso).