Rosetti Marino (Aim) – Calano i margini sale l’utile nel 2016

Il CdA di Rosetti Marino approva i risultati della gestione 2016 che evidenziano un calo del valore della produzione e della marginalità operativa, mentre il miglioramento della gestione finanziaria e la minore imposizione fiscale sostengo l’utile netto di competenza.

Sui conti del gruppo operante a livello mondiale nella progettazione, costruzione e fornitura di piattaforme ed impianti per il settore Energy oltreché nella progettazione e costruzione di navi di servizio, pesa in particolare la riduzione degli investimenti da parte delle compagnie petrolifere.

Il valore della produzione è diminuito del 6,4%  fermandosi a 213 milioni, rispetto ai 227,6 milioni del 2015, per il negativo andamento del settore Energy e Process Plant. Il primo ha ridotto il proprio apporto a 151 milioni (160 milioni nel 2015) e il secondo a 38 milioni (55 milioni nel 2015).

Diversamente il settore  Costruzioni Navali ha incrementato il proprio valore della produzione a 24 milioni dai 13 milioni di fine 2015.

Il sensibile calo della produttività ha inciso negativamente sulla marginalità del gruppo, nonostante le azioni di contenimento dei costi intraprese dal management. L’Ebitda infatti segna un sensibile calo a 12,6 milioni (-41%), mentre ancora più evidente la diminuzione dell’Ebit a 2,2 milioni (15,6 milioni del 2015), soprattutto in presenza di accantonamenti e svalutazioni balzati a 5,5 milioni (0,5 milioni nel 2015).

Un sostegno ai conti giunge poi dal positivo andamento della gestione finanziaria, che consuntiva proventi netti per 0,7 milioni, rispetto ai 10,8 milioni di oneri di fine 2015, per il diverso apporto della componente valutaria, positiva per 61 mila nel 2016 rispetto al saldo negativo di 10,7 milioni del 2015.

In calo anche l’imposizione fiscale a 1,1 milioni (-39%), con un tax rate passato dal 52% al 39 per cento.

Ne consegue un utile netto di competenza aumentato del 3,4% a 1,8 milioni.

Il gruppo presenta liquidità netta aumentata a 100,5 milioni, rispetto agli 80,2 milioni di fine 2015.

Il CdA propone la distribuzione di un dividendo aumentato a 0,30 euro (0,12 euro a valere sul risultato 2015), per complessivi 1,14 milioni, in pagamento dal 17 maggio 2017.

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