La Semiconductor Industry Association (SIA), organismo che rappresenta le principali aziende statunitensi nel settore della produzione, progettazione e ricerca di semiconduttori, ha comunicato che a febbraio 2017 le vendite mondiali di microchip, pari a 30,4 miliardi di dollari, sono cresciute del 16,5% su base annua e diminuite dello 0,8% rispetto a gennaio 2017.
Per quanto riguarda i mercati mondiali, a febbraio anno su anno le vendite di chip sono aumentate dappertutto: in Cina (+25%), in America (+19,1%), in Giappone (+11,9%), in Asia Pacifico/altri (+11,2%) e in Europa (+5,9%). Rispetto al mese di gennaio 2017, sono aumentate discretamente solo in Asia Pacifico/altri (+0,5%), mentre sono diminuite in Europa (-0,6%), in Giappone (-0,9%), in Cina (-1%) e in America (-2,3%).
“L’industria mondiale dei semiconduttori ha registrato un’ondata di vendite all’inizio del 2017, con in primis i prodotti di memoria come DRAM e NAND flash”, ha dichiarato John Neuffer, presidente e Ceo di SIA, aggiungendo che “questo trend favorevole del mercato può guidare la crescita delle vendite anche nei prossimi mesi.”
Una delle priorità della politica di SIA per il 2017, ribadito anche da Neuffer, è permettere l’accesso delle società di semiconduttori statunitensi ai mercati di tutto il mondo, anche in virtù della crescita esponenziale che sta interessando le realtà fuori dall’America.
Si ricorda che l’industria dei microchip negli Stati Uniti rappresenta quasi la metà della quota di mercato, in termini di vendite, di tutto il mondo. I semiconduttori sono infatti uno dei principali prodotti esportati dagli americani e oltre l’80% delle vendite delle società statunitensi di chip sono rivolte ai mercati d’oltremare.



























