Azimut procede con la seconda tranche del buyback annunciato a febbraio. Si appresta a comprare un ulteriore 1% della società e al momento detiene già l’8% in portafoglio. Intanto i titoli a piazza Affari registrano un rialzo dello 0,38%, in controtendenza rispetto all’indice di riferimento (-0,31%).
Azimut dà il via libera alla seconda tranche dell’operazione di acquisto di azioni proprie sulla base del piano approvato lo scorso 7 febbraio. Ieri il consiglio di amministrazione della società di gestione, sulla base della nuova autorizzazione rilasciata dall’assemblea del 27 aprile 2017, ha deliberato di procedere con un’ulteriore tranche di acquisti di azione proprie, per un controvalore indicativo di 25 milioni e un corrispettivo massimo per azione pari a 30 euro per azione.
Oggi alle 9:45 i titoli Azimut registrano un lieve incremento dello 0,38% al prezzo di 18,62 euro, in controtendenza rispetto al settore rappresentato dall’indice Ftse Italia Servizi Finanziari che cede lo 0,31 per cento. I titoli della società del risparmio gestito hanno alle spalle un rally che li ha portati a guadagnare il 20,8% dal minimo di 15,41 toccato lo scorso 13 marzo. Rialzo del titolo basato su aspettative fondamentali di crescita degli utili che la società è riuscita a battere come evidenziato dai conti presentati, archiviati con un utile di 72,9 milioni, secondo miglior risultato da sempre.
Quanto al buyback annunciato, il quantitativo corrisponde a circa l’1% del capitale della società. La quota massima delle azioni acquistabili secondo quanto deliberato dall’assemblea è pari a circa l’11% del capitale. Alla data odierna, la società detiene 11.879.739 azioni proprie in portafoglio, pari a circa l’8% del capitale sociale.
L’operazione si inquadra nell’annuncio del 7 febbraio 2017, allorché la società ha comunicato l’avvio di un’operazione di acquisto di azioni proprie, da realizzarsi in una o più tranche, per un quantitativo massimo pari a circa il 13% del capitale, e per un corrispettivo massimo per azione di 50 euro, secondo l’autorizzazione rilasciata dall’assemblea del 28 aprile 2016. Una prima tranche da 25 milioni è stata completata nello stesso mese di febbraio.

























