L’agenzia di rating americana si è espressa favorevolmente sul colosso elettrico italiano evidenziandone, in un report pubblicato ieri, la solida struttura finanziaria e rimarcando i progressi compiuti nell’ambito del piano strategico 2017-2019.
Secondo Moody’s, infatti, il merito creditizio di Enel rimane robusto grazie ai risultati già ottenuti in coerenza con il business plan, al solido profilo finanziario e alle numerose operazioni in corso. Elementi ritenuti in grado di compensare qualsiasi effetto negativo dovuto all’eventuale peggioramento di singole linee di business o regioni.
L’agenzia prevede che la società guidata da Francesco Starace possa proseguire agevolmente sul sentiero delineato dal piano raggiungendo gli obiettivi prefissati, ossia il taglio del 9% dei costi a 10,6 miliardi entro il 2019, il potenziamento degli investimenti in rinnovabili, l’espansione del network in America Latina e la semplificazione della struttura societaria, anche attraverso la dismissione di asset non strategici.
La diversificazione delle operazioni e i progressi già ottenuti consentono di mitigare i rischi relativi al tasso di crescita annua dell’Ebitda pari al 5% stimato dal piano. Tali rischi riguardano in particolare eventuali ritardi nell’installazione di 6,7GW di rinnovabili, ostacoli nella crescita in America Latina, minori profitti in Italia a causa della crescente concorrenza o di interventi politici e sviluppi meno rapidi del previsto nelle operazioni di efficientamento.
Moody’s stima che i flussi di cassa operativi e le operazioni di dismissione finanzieranno la maggior parte dei pagamenti di capex e dividendi. L’agenzia di rating prevede inoltre che il debito di Enel aumenti solo in misura lieve nel periodo del piano e che i ratio si stabilizzino nonostante un dividend payout crescente, con un rapporto tra fondi da operazioni e indebitamento netto nell’ordine del 21-22% e un rapporto fra cash flow non distribuiti e indebitamento netto tra il 15 e il 16% nel corso del 2017 e 2018.

























