Mercati – Milano poco sotto la parità, si salvano utilities e Fineco

Le borse europee proseguono sulla via del ribasso intrapresa in mattinata, complice anche l’apertura in rosso di Wall Street. Intorno alle 15:45 il Ftse Mib di Milano è nuovamente negativo a -0,2%, così come il Dax di Francoforte (-0,9%), il Cac 40 di Parigi (-0,7%), il Ftse 100 di Londra (-0,2%) e l’Ibex 35 di Madrid (-0,2%).

Gli investitori internazionali sono poco propensi agli acquisti sull’azionario e preferiscono attendere gli appuntamenti di giovedì 8 giugno. In tale data, infatti, si terrà la riunione della Bce a Tallinn, si svolgeranno le elezioni in Gran Bretagna e, oltreoceano, è attesa l’audizione dell’ex capo dell’Fbi James Comey al Senato.

Ad alimentare ulteriormente l’incertezza contribuisce anche la delicata situazione del Qatar, in rotta di collisione con gli altri Paesi del Golfo. Tensioni che potrebbero mettere in discussione gli accordi Opec e pesano sulle quotazioni del petrolio, con Wti e Brent in flessione a 47,2 e a 49,2 dollari al barile. In rialzo invece l’oro, asset rifugio per eccellenza, che risale sui massimi di metà aprile in area 1.294 dollari l’oncia grazie anche alla debolezza del biglietto verde.

Sul Forex infatti l’EUR/USD resta ben intonato a 1,127, in vista della riunione di Tallinn in cui l’Eurotower potrebbe utilizzare toni meno accomodanti per tenere conto della riduzione dei rischi confermata anche dal presidente Draghi negli ultimi interventi. Guadagna terreno lo yen, valuta ben comprata nei periodi di incertezza, riportando l’USD/JPY a 109,3 e l’EUR/JPY a 123,2.

La giornata non ha offerto spunti macroeconomici rilevanti, eccetto le vendite al dettaglio dell’Eurozona, in crescita su base annua ad aprile del 2,5% così come a marzo. In Italia, l’Istat ha diffuso la nota mensile sull’andamento dell’economia domestica, che “mantiene un’intonazione positiva”.

Lievi segnali di miglioramento a livello nazionale anche dal Misery Index di Confcommercio, una valutazione macroeconomica del disagio sociale, attestatosi a 19,1 punti (-0,8 punti rispetto a marzo 2017). Un dato che consolida la tendenza al ridimensionamento emersa nel mese precedente e permette di tornare sui valori di novembre 2016.

Nel comparto del reddito fisso calano i rendimenti sulla scadenza decennale, con il tasso del Btp al 2,235% e lo spread con il Bund stabile in area 197 punti base.

A Piazza Affari gli acquisti premiano le utilities, con A2A (+1,4%), TERNA (+1,3%) ed ENEL (1,2%) in vetta al listino principale.

Avanza anche ENI (+0,5%), che ha sottoscritto un Memorandum of Understanding con il GSE riguardante soprattutto la produzione di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili.

Ben intonate FINECO (+1,1%) e RECORDATI (+1%), mentre in fondo al Ftse Mib scivolano YNAP (-2,3%) e SAIPEM (-2,2%).

Fra i bancari restano a galla UNICREDIT (+0,7%) e UBI (+0,4%), mentre perdono terreno BPER (-2,2%), BANCO BPM (-1,7%), MEDIOBANCA (-1,3%) e INTESA (-1,3%).