Mercati – Ftse Mib chiude a -0,3%. Male Mediaset, in controtendenza Brembo

Le borse europee hanno terminato l’ultima seduta dell’ottava poco mosse, risollevandosi però dai minimi intraday anche grazie alla buona intonazione di Wall Street dopo i dati sui non farm payrolls. A Milano il Ftse Mib archivia le contrattazioni in calo dello 0,3% a 21.015 punti. Sostanzialmente invariati il Dax di Francoforte (+0,1%), il Ftse 100 di Londra (+0,2%), il Cac 40 di Parigi (-0,1%) e l’Ibex 35 di Madrid (-0,2%).

Il focus di oggi era sulle statistiche del mercato del lavoro statunitense, considerate tra i principali market mover e monitorati attentamente dalla Fed in vista delle decisioni di politica monetaria.

Il report di giugno del Bureau of Labour americano ha mostrato che lo scorso mese il settore non agricolo ha creato 222 mila nuovi posti di lavoro, ben al di sopra dei 178 mila attesi dal consensus e dei 152 mila di maggio (rivisti al rialzo da 138 mila).

Dati che hanno sostenuto il dollaro, tornato sotto quota 1,14 nei confronti dell’euro e balzato oltre la soglia di 114 sullo yen. Di riflesso è crollato l’oro, sceso sui minimi di oltre tre mesi sotto quota 1.210 dollari l’oncia. Netta flessione anche per la sterlina, dopo i dati deludenti sulla produzione industriale e manifatturiera di maggio in Gran Bretagna, con il cambio sterlina/dollaro in ribasso a 1,288 e l’euro/sterlina salito a 0,885.

Ancora sotto pressione il mercato obbligazionario, dopo che dai verbali della Bce pubblicati ieri è emersa l’apertura di Francoforte a cominciare a parlare di una graduale riduzione degli attuali stimoli monetari. Il rendimento del Btp sale di altri 7 basis point, riportando il differenziale con il Bund in area 175 punti base.

Tra le commodities, infine, nuovo tonfo del petrolio in attesa questa sera della pubblicazione dei dati Baker Hughes sugli impianti di trivellazione Usa. Dopo il balzo di ieri in scia al calo superiore alle attese delle scorte Usa, il Brent (-2,5%) scende a 46,9 dollari e il Wti (-2,6%) a 44,3 dollari, probabilmente appesantiti da uno scenario macro che considera non sufficiente lo sforzo dei Paesi Opec al raggiungimento di un punto di equilibrio tra domanda e offerta.

Tornando a Piazza Affari, le vendite hanno colpito soprattutto MEDIASET (-3,1%), complice anche il downgrade di Exane Bnp Paribas da ‘hold’ a ‘reduce’ con target price tagliato da 3,5 euro a 2,7 euro.

Deboli i petroliferi ENI (-1%), SAIPEM (-1,9%) e TENARIS (-2,6%), in scia al nuovo crollo del greggio, e i bancari BANCO BPM (-1,2%), BPER (-0,3%) e INTESA (-0,9%) dopo i rialzi degli scorsi giorni.

In calo AZIMUT (-1,3%), nonostante a giugno 2017 la raccolta netta sia risultata positiva per 557,2 milioni, un dato più che raddoppiato rispetto allo stesso mese del 2016. Diffusi, inoltre, i dati sulla raccolta netta di BANCA MEDIOLANUM (-0,9%), che ha riportato sottoscrizioni per 308 milioni, con una crescita del 17,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, all’interno della quale la raccolta gestita è più che raddoppiata.

Bene infine ENEL (+0,4%), confermata nella Conviction Buy List di Goldmans Sachs con target price alzato da 5,7 euro a 6,1 euro, mentre prosegue la rimonta di BREMBO (+1,7%), che risulta il miglior titolo del Ftse Mib per la seconda seduta consecutiva.