Piazza Affari chiude in controtendenza rispetto alla debolezza delle altre Borse europee. Il principale indice dei mercati azionari italiani, il Ftse Mib, ha archiviato le contrattazioni segnando un rialzo dello 0,7% a 21.084 punti, sostenuto dai bancari e dagli assicurativi. In calo infatti il Dax di Francoforte (-0,6%), il Ftse 100 di Londra (-0,4%), il Cac 40 di Parigi (-0,5%) e l’Ibex 35 di Madrid (-0,3%).
In una giornata scevra di notizie sulle utilities e rinnovabili, l’indice Ftse Italia Servizi Pubblici ha chiuso la sessione limando un ulteriore 0,1%, sovraperformando comunque il -0,8% segnato dal corrispondente indice europeo Stoxx 600 Utilities.
Tra le utility a maggior capitalizzazione hanno chiuso le contrattazioni in frazionale rialzo solo l’utility regolata Snam (+0,4% a 3,82 euro) Italgas (+0,3% a 4,40 euro) ed il colosso elettrico Enel (+0,2% a 4,70 euro), mentre ritraccia l’ex municipalizzata A2A cedendo l’1,4% e chiudendo a 1,43 euro.
Lettera per tutte le Mid Cap, con Hera fanalino di coda in ulteriore ribasso del 2,3% a 2,61 euro.
Perfetto equilibrio tra il numero di società in territorio positivo e negativo, delle società a più bassa capitalizzazione, ma con performance negative più rilevanti rispetto ai frazionali rialzi. In particolare Gruppo Waste Italia storna i guadagni della giornata precedente segnando un calo del 2,6% a 0,12 euro.
In calo dell’1,4% anche K.R. Energy nella giornata in cui la controllata al 100% Kre Wind, attiva nel settore degli accumulatori di energia e nella produzione di energia da fonti rinnovabili, ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2016, chiusosi con una perdita di esercizio di circa 3 milioni, rispetto ai 0,7 milioni stimati dalla capogruppo in sede di redazione dei bilanci 2016. L’effetto negativo della variazione verrà recepito nel bilancio consolidato del primo semestre 2017 di K.R. Energy.


























