Apertura in leggero territorio negativo per le borse europee, nonostante i nuovi record segnati ieri dagli indici di Wall Street. Intorno alle 9:20, a Milano il Ftse Mib arretra dello 0,2%, con Buzzi peggiore titolo del listino. In lieve ribasso anche il Dax di Francoforte (-0,2%), il Cac 40 di Parigi (-0,2%) e il Ftse 100 di Londra (-0,1%), mentre l’Ibex 35 di Madrid oscilla sulla parità.
Sul fronte macro, ancora in crescita il surplus della bilancia commerciale tedesca, salito a giugno a 21,2 miliardi rispetto ai 20,3 miliardi del mese precedente. Rallentano, però, sia le esportazioni del 2,8% sia le importazioni del 4,5 per cento.
Pubblicati inoltre i dati su esportazioni e importazioni cinesi di luglio, che hanno mostrato una frenata superiore alle attese.
In discesa il dollaro, tornato a 1,181 euro e in calo a 110,6 sullo yen. A indebolire la moneta americana hanno contribuito le dichiarazioni, ieri, di alcuni membri della Fed, tra cui quelle di James Bullard (Fed di St. Louis) secondo cui non c’è fretta di alzare il costo del denaro.
Commenti che si sposano con le aspettative che il board manterrà fermi i tassi di interesse quando si riunirà il prossimo mese e annuncerà l’inizio del graduale processo di riduzione del portafoglio titoli dell’istituto americano.
Tra le materie prime, poco mosso il petrolio con il Brent (-0,1%) a 52,3 dollari e il Wti (-0,1%) a 49,3 dollari, mentre l’attenzione degli operatori è ancora rivolta ad Abu Dhabi. Oggi infatti si tiene il secondo e ultimo giorno del meeting dei Paesi produttori, chiamati a valutare il rispetto dei tagli alla produzione in corso ed eventuali nuove misure.
Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp-Bund si mantiene sostanzialmente stabile in area 152 punti base, con il rendimento del decennale italiano all’1,98 per cento.
A Piazza Affari, avvio in lieve ribasso per TELECOM ITALIA (-0,3%), mentre Vivendi ha confermato di non esercitare alcun controllo di fatto sul Gruppo italiano, ritenendo che la partecipazione detenuta nella società non sia sufficiente a determinare alcun esercizio di un’influenza dominante in assemblea.
In calo GENERALI (-0,6%), che ha siglato un accordo per la cessione delle proprie attività panamensi per 172 milioni di dollari. Poco sotto la parità SAIPEM (-0,3%). Dopo le voci su una possibile commessa da 800 milioni di dollari in Oman, l’Uganda ha annunciato di aver siglato un contratto preliminare con un consorzio di investitori, tra cui la società italiana, per la costruzione della prima raffineria di greggio nel paese.
Vendite su BUZZI (-1%) dopo che l’Antirust ha irrogato sanzioni per oltre 184 milioni alle principali imprese attive nel settore cemento italiano e all’associazione di categoria Aitec per condotte anticoncorrenziali. Il Gruppo ha ricevuto una multa di circa 60 milioni.
Prosegue invece la corsa sui massimi di FERRARI (+0,7%) che ha superato anche quota 94 euro, mentre risente ancora della trimestrale sotto le attese pubblicata la settimana scorsa CAMPARI (-0,9%).

























