La terza seduta della settimana borsistica in corso è stata caratterizzata dalla prevalenza della lettera per il Ftse Italia Servizi Pubblici. La flessione di ieri, pari al -0,9%, si somma a quella della giornata di martedì (-0,4%), ma non allontana l’indice dei titoli tricolori del settore utility e delle rinnovabili dal massimo storico dello scorso 17 agosto a 28.150,7 punti. A pesare sul paniere in esame l’aumento dei rendimenti sui governativi italiani, con il Btp a 10 anni che in giornata ha toccato il 2,15%, a seguito dell’aumentata percezione del rischio politico in relazione ad alcuni punti del programma economico (come l’introduzione di una moneta parallela all’euro da impiegare negli scambi interni) della potenziale coalizione di centro-destra, al momento favorita nei sondaggi relativi alle prossime elezioni politiche in Italia.
Ricordiamo che gruppi del settore in esame, avendo una leva finanziaria superiore a quella delle aziende attive in altri comparti, sono maggiormente sensibili al movimento dei tassi. Inoltre, un governo di colore diverso dall’attuale potrebbe modificare l’attuale normativa, esclusa quella di competenza dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, non ostile alle società attive nel mercato italiano dell’energia.
L’andamento di ieri del Ftse Italia Servizi Pubblici è così stato peggiore sia rispetto al principale indice di piazza Affari, cioè il Ftse Mib (-0,5%), sia rispetto allo Stoxx Europe 600 Utilities (-0,5%).
Nel segmento delle Big Cap, il titolo che ieri ha registrato la performance giornaliera peggiore è stato Enel (-1,2%), nonostante nella mattinata gli analisti di Hsbc hanno confermato la raccomandazione positiva sui titoli del colosso elettrico italiano, rivedendo al rialzo il target price a 5,40 euro dal precedente prezzo obiettivo fissato a 5 euro. Limita le perdite Italgas (-0,2%) che da inizio anno è il titolo tra quelli dei gruppi a maggiore capitalizzazione che ha registrato il rialzo più consistente (+28,3%).
Nell’ambito delle Mid Cap, lettera su Iren (-0,9%), con l’amministratore delegato, Massimiliano Bianco, che in un’intervista pubblicata ieri su “Il Sole 24Ore” ha dichiarato che la crescita per linee esterne non è conclusa dopo aver portato a casa l’Acam di La Spezia. In recupero rispetto alle perdite della giornata di martedì sia Hera (+0,5%) sia Ascopiave (+0,4%).
Tra le società a bassa capitalizzazione, cioè le Small Cap, K.R. Energy (+3,9%) prosegue la sua corsa, ancora con volumi record: sono passati di mano quasi 5 milioni di pezzi contro una media giornaliera a 100 sedute di circa 225mila azioni. I titoli dell’investment company specializzata nelle energie rinnovabili, dopo le prese di beneficio delle ultime due sedute, stanno così proseguendo l’exploit registrato nelle due giornate borsistiche a cavallo di ferragosto. Exploit che era seguito all’annuncio dell’accordo con il Ministero dello sviluppo economico e la Regione Campania per la realizzazione di celle al lito nel sito industriale di Teverola. L’investimento agevolabile ammonta a 55,4 milioni, con un sostegno da parte del Mise e della Regione Campania di circa 37,4 milioni, in parte da erogare tramite contributi in conto capitale e in parte tramite finanziamenti agevolati. In pratica, rispetto alla chiusura dell’11 Agosto i titoli K.R. Energy stanno portando a casa il 79,9 per cento. Debole Alerion Clean Power (-1,1%), nonostante nella tarda mattinata di oggi Terna ha pubblicato i dati relativi alla produzione eolica a luglio che a livello nazionale ha mostrato un balzo del 33,9% su base annua.


























