Dopo un avvio di settimana all’insegna della lettera, con le prime tre sedute concluse con il segno meno (per un saldo complessivo del -1,4), il Ftse Italia Servizi Pubblici ha rialzato la testa nella giornata di giovedì (+1,2%), per poi rimanere sostanzialmente invariato nel pomeriggio di venerdì (+0,1%).
Ad alimentare le vendite sui principali titoli del settore utility e delle rinnovabili l’impennata (poi rientrata) dei rendimenti sui titoli di Stato Italiani sulla scia dell’aumentato rischio Paese e seguito della ripresa da parte di alcune banche d’affari delle dichiarazioni di Silvio Berlusconi. Il leader di una possibile coalizione di centro-destra, attualmente in vantaggio nei sondaggi relativi alle prossime elezioni politiche in Italia, ha paventato l’introduzione di una moneta da impiegare solo negli scambi interni e da affiancare all’euro. Ipotesi, peraltro, esplicitamente vietata dai trattati europei.
Il Ftse Italia Servizi Pubblici è comunque riuscito a registrare una performance borsistica settimanale migliore rispetto a quella dell’indice principale di piazza Affari, cioè il Ftse Mib (-0,3%), ed esattamente in linea con quella dello Stoxx Europe 600 Utilities.
Nell’ambito delle Big e Mid Cap, l’unico titolo tricolore del comparto in esame che è riuscito a portare a casa nelle complessive ultime cinque sedute un saldo positivo è stato Enel (+0,6%). A metà settimana i titoli del colosso elettrico italiano hanno incassato dagli analisti di Hsbc la conferma della raccomandazione positiva, Buy, e la revisione al rialzo del target price a 5,40 euro dal precedente prezzo obiettivo pari a 5 euro.
Settimana all’insegna della debolezza per A2A (-2,4%), nonostante l’indiscrezione di stampa relativa all’avvio da parte del tribunale supremo di Podgorica dell’esame del ricorso di A2A contro il “blocco” della sua partecipazione del 41,78% nel capitale della montenegrina EPCG. Ricordiamo che lo scorso 25 luglio il gruppo guidato da Luca Valerio Camerano aveva ricevuto la notifica di un provvedimento di sequestro cautelare della propria quota in EPCG. Il provvedimento di “blocco” è stato emesso in connessione al già noto procedimento relativo ai servizi infragruppo resi da A2A alla medesima EPCG tra il 2010 e il 2012 e menziona il fatto che A2A stessa sarebbe ora soggetto sottoposto a indagini.
Nel segmento delle Mid Cap, nessun dei cinque titoli del settore utility e delle rinnovabili ha concluso le contrattazioni di venerdì con una variazione settimanale positiva delle rispettive quotazioni. Tra i più deboli Acea (-1,8%) e Hera (-3,3%), con il presidente della multi-utility bolognese, Tomaso Tommasi di Vignano, che in un’intervista rilasciata a quotidiano “Il Sole 24Ore” ha ricordato che la crescita per linee esterne rappresenta una costante nella pianificazione strategica di Hera fin dal momento della sua nascita, e nell’arco dell’attuale piano industriale l’apporto dell’M&A al margine operativo lordo consolidato è di circa 100 milioni di euro. Il numero uno del gruppo quotato ha ricordato che le operazioni portate a casa nel corso di questi anni hanno seguito prevalentemente una logica di contiguità territoriale, essendo le attività basate su reti infrastrutturali – gas, acqua ed elettriche – con sinergie crescenti quanto maggiore è la loro vicinanza geografica.
Tra le società a bassa capitalizzazione, cioè le Small Cap, nell’ultima ottava è proseguito, con volumi boom, il rally di K.R. Energy (+12,2%) che è iniziato nella seduta prima di Ferragosto a seguito dell’annuncio dell’accordo con il Ministero dello sviluppo economico e la Regione Campania per la realizzazione di celle al lito nel sito industriale di Teverola. L’investimento agevolabile ammonta a 55,4 milioni, con un sostegno da parte del Mise e della Regione Campania di circa 37,4 milioni, in parte da erogare tramite contributi in conto capitale e in parte tramite finanziamenti agevolati.
Denaro che sui titoli del Gruppo Waste Italia (+2%) che in settimana ha depositato presso il Tribunale di Milano il ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo “con riserva” ai sensi dell’art. 161, sesto comma del R.D. 267/1942 e s.m.i. della Legge Fallimentare.


























