Il consorzio Karachaganak Petroleum Operating (KPO), composto da Eni e Shell potrebbe avere fino a fine anno per versare il conguaglio fiscale da 1,6 miliardi di dollari al governo kazako.
Questo è quanto riportato da indiscrezioni stampa, secondo cui Eni e Shell avrebbero fatto una proposta alternativa: realizzare un impianto per il trattamento del gas. Il governo Kazako starebbe ora valutando la proposta anche se, sempre secondo quanto riportato dalla stampa, tale proposta sarebbe considerata insufficiente economicamente.
Effettivamente il Kazakhstan ha già ridotto l’importo che precedentemente ammontava a 2 miliardi, mentre la scadenza naturale per il pagamento sarebbe imminente, ovvero il 30 settembre. Secondo fonti locali il ministero dell’Energia del Paese asiatico avrebbe già chiesto a KPO di rendere più robusta l’offerta aggiungendo alla costruzione dell’impianto un versamento a compensazione, o qualche altra opera di interesse strategico per il mercato energetico nazionale.
Ricordiamo che Eni è presente in Kazakhstan dal 1992 dove è co-operatore del giacimento in produzione di Karachaganak e partecipa al consorzio North Caspian Sea PSA responsabile delle operazioni del giacimento Kashagan e con una quota del 50% per la ricerca e la produzione di idrocarburi del blocco di Isatay, situato nelle acque kazake del Mar Caspio.
Quanto a Karachaganak, questo è un giacimento localizzato on-shore nella parte occidentale del Paese, Karachaganak (Eni 29,25%) ed è un giacimento giant che produce petrolio, condensati e gas naturale. La produzione di Karachaganak nell’anno è stata di 231 mila barili/giorno di liquidi (61 mila in quota Eni, ovvero ) e 26 milioni di metri cubi/giorno di gas naturale (circa 7 milioni in quota Eni).

























