Nel periodo luglio-settembre del 2017, il colosso elettrico italiano ha registrato 17,9 miliardi di euro di ricavi, in aumento del 3,3% su base annua grazie alle maggiori entrate provenienti dalla vendita di energia elettrica ai clienti finali e trasporto di elettricità, ma anche dall’attività di trading e vendita di combustibili e dalla variazione dell’area di consolidamento per 346 milioni. Nel dettaglio, quest’ultima cifra riflette gli effetti negativi della cessione di Slovenské Elektrárne (168 milioni) e del deconsolidamento di EGPNA REP (86 milioni), ma anche gli effetti positivi dell’acquisizione della società brasiliana Celg-D (367 milioni) e di EnerNOC (87 milioni). Da segnalare che i ricavi del 3° trimestre del 2016 includevano la plusvalenza relativa alle cessioni della quota nella cilena GNL Quintero (171 milioni).
A livello di risultati operativi, l’Ebitda di Enel nel 3° trimestre del 2017 è stato pari a 3,77 miliardi, in flessione del 4,7% su base annua a causa principalmente della contrazione dei margini nella penisola iberica e della variazione dei tassi di cambio per 61 milioni. Nello stesso periodo l’Ebit è stato pari a 2,36 miliardi, con una riduzione del 4,7% su base annua, nonostante la diminuzione del 4,7% della voce ammortamenti e degli impairment rispetto al 3° trimestre del 2016. Tale fattore riflette l’effetto degli impairment sugli asset classificati come posseduti per la vendita nel 3° trimestre del 2016, per 72 milioni, riferibili ad adeguamenti al presumibile valore degli asset in fase di sviluppo nell’upstream gas e di Marcinelle Energie.
L’utile netto del gruppo guidato da Starace nel periodo in esame ha raggiunto 774 milioni, in riduzione del 16,1% rispetto al 3° trimestre del 2016 a causa del minor contributo della gestione operativa che è stato parzialmente compensato da alcuni elementi positivi. Tra questi ricordiamo: (i) il minor carico fiscale, tenuto conto della riduzione dell’aliquota fiscale in Italia; (ii) i più bassi oneri finanziari netti, solo parzialmente compensati dagli oneri legati al rimborso anticipato da parte di Enel Finance International di prestiti obbligazionari; (iii) il miglioramento dei risultati delle società valutate con il metodo del patrimonio netto; (iv) il minor peso delle interessenze di terzi, per effetto di un differente mix dell’utile netto a livello di gruppo, e della scissione parziale non proporzionale della controllata Enel Green Power in favore di Enel realizzata nel 2016. L’utile netto ordinario nel 3° trimestre del 2017 è stato pari a 774 milioni, in contrazione del 19,2% su base annua.
Sul fronte dello Stato patrimoniale, l’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2017 è stato pari a 37,94 miliardi, in flessione del 2,3% rispetto allo scorso 30 giugno a causa del fabbisogno generato dall’acquisizione di EnerNOC e dagli investimenti, dal pagamento del saldo sul dividendo relativo all’esercizio 2016 (per un totale di 0,09 euro per azione, per un importo di circa 915 milioni), i cui effetti sono parzialmente compensati dai flussi di cassa operativi e dall’andamento dei tassi di cambio che ha inciso sulla parte dell’indebitamento espressa in valute diverse dall’euro.
Nel 3° trimestre del 2017 gli investimenti di Enel sono stati pari a 2,06 miliardi, con un balzo del 18% su base annua per i maggiori Capex nell’attività di generazione da fonte rinnovabile all’estero, in particolare negli Stati Uniti e in Messico (+176,3% su base annua).




























