Enel – Leggera flessione dei risultati nei 9 mesi 2017, cedola annuale 0,23 euro

Nel periodo gennaio-settembre del 2017, il colosso elettrico italiano ha registrato 54,2 miliardi di euro di ricavi, in aumento del 5,3% su base annua grazie alle maggiori entrate provenienti dalla vendita di elettricità ai clienti finali e trasporto di elettricità, ma anche dall’attività di trading e vendita di combustibili. Questi fattori sono stati parzialmente compensati dalle minori vendite all’ingrosso, dalla variazione del perimetro di consolidamento per 421 milioni, riferibili agli effetti negativi della cessione di Slovenské Elektrárne (1,24 miliardi), e del deconsolidamento di EGPNA REP (235 milioni), al netto degli effetti positivi dell’acquisizione della società brasiliana Celg-D (963 milioni) e di EnerNOC (87 milioni). I ricavi dei primi 9 mesi del 2017 includono la plusvalenza realizzata dalla cessione della partecipazione nella cilena Electrogas (144 milioni), mentre quelli dei primi 9 mesi del 2016 includevano le plusvalenze relative alle cessioni delle partecipazioni nella cilena GNL Quintero (171 milioni) e nell’italiana Hydro Dolomiti Enel (124 milioni).

L’Ebitda di Enel nei primi 9 mesi del 2017 è stato pari a 11,45 miliardi, in flessione del 4,7% su base annua a causa della contrazione dei margini nella penisola iberica, per gli effetti della siccità sul margine da generazione e sui costi di approvvigionamento delle commodity. Tale fattore negativo è stato parzialmente compensato dalla variazione dei tassi di cambio per 147 milioni e dai buoni risultati registrati in Italia, soprattutto sul mercato retail. Il margine operativo lordo ordinario dei primi 9 mesi del 2017 è stato pari a 11,31 miliardi, con una flessione del 5% rispetto allo stesso periodo del 2016. La sola partita straordinaria dei primi 9 mesi del 2017, pari a 144 milioni, si riferisce alla plusvalenza rilevata in Cile per la cessione della quota in Electrogas.

Nello stesso periodo del 2016, le partite one-off ammontavano a 114 milioni e sono le medesime già commentate nei ricavi, in parte compensate dalle minusvalenze rilevate in Cile e Perù per la rinuncia allo sviluppo di progetti di impianti idroelettrici (181 milioni). Inoltre, l’Ebitda ordinario dei primi 9 mesi del 2017 ha raggiunto quota 11,2 miliardi, con un decremento del 2,6% su base annua se si considerano le partite non ricorrenti dei primi nove mesi del 2017, pari a 111 milioni, che si riferiscono: nella penisola iberica, ad alcuni aggiustamenti sulla remunerazione extrapeninsulare ed al riconoscimento del rimborso degli oneri del “bono social” per alcuni esercizi precedenti, per complessivi 194 milioni; in America Latina, ad alcuni accantonamenti in Celg-D successivi all’acquisizione della stessa, e alla rilevazione di alcune multe pregresse in Argentina, con un effetto positivo totale di 83 milioni. Nei primi 9 mesi del 2016 le partite non ricorrenti sono state pari a 399 milioni e si riferiscono: in Italia, ai proventi derivanti dalla rinegoziazione dei contratti di acquisto gas per 311 milioni; nella penisola iberica, al rimborso dell’ecotassa nella regione di Estremadura, al rilascio di fondi e alla plusvalenza derivante dalla cessione della società di riassicurazione Compostilla RE per complessivi 125 milioni; ad altre partite non ricorrenti minori per un valore negativo di 37 milioni.

L’Ebit dei primi 9 mesi del 2017 è stato pari a 7,22 miliardi, con una riduzione del 6,1% su base annua, nonostante la flessione del 2% rispetto ai primi 9 mesi del 2016 della voce ammortamenti e degli impairment rispetto ai primi 9 mesi del 2016. Tale fattore riflette l’effetto degli impairment sugli asset classificati come posseduti per la vendita nei primi 9 mesi del 2016, per 111 milioni, riferibili ad adeguamenti al presumibile valore degli asset in fase di sviluppo nell’upstream gas e di Marcinelle Energie.

L’utile netto del gruppo guidato da Starace nel periodo in esame ha raggiunto quota 2,62 miliardi, in riduzione del 4,9% rispetto ai primi 9 mesi del 2017 a causa del minor contributo della gestione operativa che è stato parzialmente compensato da alcuni elementi positivi. Tra questi ricordiamo: (i) il minor carico fiscale, tenuto conto della riduzione dell’aliquota fiscale in Italia, parzialmente compensata dall’incremento delle aliquote fiscali in Cile; (ii) i minori oneri finanziari netti, solo parzialmente compensati dagli oneri legati al rimborso anticipato da parte di Enel Finance International di prestiti obbligazionari; (iii) dal miglioramento dei risultati delle società valutate con il metodo del patrimonio netto; (iv) dal minor peso delle interessenze di terzi, per effetto di un differente mix dell’utile netto a livello di gruppo, e della scissione parziale non proporzionale della controllata Enel Green Power in favore di Enel realizzata nel 2016. L’utile netto ordinario di Enel nei primi 9 mesi del 2017 è stato pari a 2,58 miliardi, in contrazione del 4,3% su base annua.

Sul fronte dello Stato patrimoniale, l’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2017 è stato pari a 37,94 miliardi, in aumento dell’1% rispetto al 31 dicembre 2016 a causa del fabbisogno generato dalle acquisizioni (Celg-D ed EnerNOC) e dagli investimenti, dal pagamento dell’acconto sul dividendo relativo all’esercizio 2016 e del relativo saldo (per un totale di 0,18 euro per azione, per un importo di circa 1,83 miliardi), i cui effetti sono parzialmente compensati dai flussi di cassa operativi e dall’andamento dei tassi di cambio che ha inciso sulla parte dell’indebitamento espressa in valute diverse dall’euro.

Nei 9 mesi del 2017 gli investimenti di Enel sono stati pari a 5,52 miliardi, in aumento del 5,8% su base annua per i maggiori Capex nell’attività di generazione.

Il Consiglio di amministrazione del colosso elettrico italiano ha deliberato un acconto sul dividendo 2017 pari a 0,105 euro per azione, in pagamento dal 24 gennaio 2018, in crescita del 16,7% rispetto all’acconto distribuito a gennaio di quest’anno. L’organo esecutivo di Enel ha così confermato la politica di acconto sui dividendi, prevista dal Piano Strategico 2017- 2019. Il management ha poi indicato una cedola 2017 totale di 0,23 euro per azione (+27,8% rispetto alla cedola totale del 2016 pari a 0,18 euro), equivalente al 65% del risultato netto ordinario del gruppo atteso per il 2017.