Eni informa che il GIP del Tribunale di Roma ha disposto il sequestro preventivo dei misuratori di prodotti petroliferi situati presso le raffinerie e depositi della società in Italia.
Dopo le attività di indagine avviate dalle Procure di Frosinone e Prato e da quella di Roma negli scorsi anni, di cui era già stata data notizia, si aggiunge questo provvedimento. La Guardia di Finanza ha fatto sapere che gli strumenti di misurazione in questione sarebbero stati manipolati in modo da poter commerciare più prodotti raffinati di quelli registrati, portando ad un’evasione di tasse di circa 10 milioni di euro. La società sottolinea di avere fornito alle autorità la massima collaborazione, nella convinzione di essere estranea a qualunque tipo di presunta condotta illecita. Eni si ritiene inoltre parte offesa e richiederà l’utilizzo dei misuratori per proseguire l’attività di raffinazione e rifornimento, sempre con l’intento di ridurre al minimo l’impatto verso clienti, società e servizi. Il rischio che vengano fermati gli impianti esiste, ma è un’ipotesi da ritenersi remota, considerato che la produzione di Eni copre oggi circa il 30% del fabbisogno nazionale.

























