Mercati – Ftse Mib sulla parità sostenuto dai petroliferi, banche contrastate

Altra seduta poco mossa, fin qui, per i listini del Vecchio Continente, in vista dagli appuntamenti di mercoledì e giovedì con Fed e Bce.

Intorno alle 15:45, dopo l’avvio a due velocità di Wall Street, il Ftse Mib di Milano (+0,05%) scambia sostanzialmente invariato, così come il Dax di Francoforte. Frazionali rialzi per il Cac 40 di Parigi (+0,4%) e il Ftse 100 di Londra (+0,3%) mentre l’Ibex 35 di Madrid cede lo 0,5 per cento. Oltreoceano il Dow Jones avanza dello 0,5% mentre Nasdaq e S&P500 oscillano intorno alla parità.

Gli investitori prediligono la cautela, in attesa di spunti operativi dalle banche centrali. L’istituto statunitense alzerà di 25 punti base il costo del denaro e fornirà il proprio outlook sullo stato di salute dell’economia americana e sul ritmo dei rialzi dei tassi per il 2018. Dalla Bce invece potrebbero emergere giovedì nuovi dettagli sul graduale allentamento del quantitative easing, oltre alle proiezioni economiche aggiornate su crescita e inflazione.

Sul fronte macro intanto è stato pubblicato in mattinata l’indice Zew di dicembre, che ha segnalato una diminuzione oltre le attese della fiducia economica degli investitori istituzionali tedeschi. In attesa della riunione della Bank of England di giovedì sono stati divulgati anche i dati di novembre sull’inflazione in Gran Bretagna (+0,3% m/m, +3,1% a/a), lievemente superiori alle previsioni e sui massimi da marzo 2012.

Negli Usa l’indice dei prezzi alla produzione ha segnato un +0,4% su base mensile, in linea con le attese e con la rilevazione precedente. Migliore delle previsioni, invece, la lettura su base annuale, che ha registrato un +3,1% rispetto al +2,9% del consensus e al +2,8% della rilevazione precedente.

Sul Forex il dollaro risale a 113,6 yen e riduce il cambio con l’euro a 1,174. Fra le commodities le quotazioni del greggio abbandonano i massimi di giornata, con il Wti nuovamente sotto quota 58 dollari e il Brent che scende a 64,6 dollari, dopo aver toccato i massimi di due anni e mezzo, oltre 65 dollari, in seguito alla chiusura per guasti del più grande oleodotto britannico del Mare del Nord.

Vendite sull’obbligazionario, con il rendimento del decennale italiano che risale di oltre 4 basis point all’1,69%, separato da uno spread con il Bund tedesco in crescita a 138 punti base.

A Piazza Affari avanzano i petroliferi, con ENI a +1,9%, SAIPEM a +2,5% e TENARIS a +2,5 per cento.

Sottotono FERRAGAMO (-4,4%) dopo che Hsbc ha abbassato il giudizio a “hold” da “buy” ritoccando il target price a 24 euro dal precedente 29 euro.

Vendite sui bancari BPER (-3,2%), BANCO BPM (-2,3%) e UBI (-3,3%) mentre restano a galla INTESA (+0,5%) e UNICREDIT (+0,2%), che ha aggiornato alcuni target al 2019.