Mercati – Milano poco mossa con l’Europa, bene i petroliferi mentre crolla Ferragamo

Andamento incerto per i listini continentali, che intorno alle 12:15 scambiano lievemente sopra la parità in attesa di spunti dalle banche centrali. Il Ftse Mib di Milano e il Cac 40 di Parigi guadagnano lo 0,3%, il Dax di Francoforte è invariato, mentre l’Ibex 35 di Madrid cede lo 0,2 per cento.

I mercati restano prudenti in vista dei meeting della Fed e della Bce, da cui potrebbero essere rilasciate previsioni per l’anno prossimo in merito alla graduale normalizzazione della politica monetaria. In particolare, l’istituto centrale americano annuncerà mercoledì il terzo rialzo dei tassi da inizio anno ed e eventualmente fornirà indicazioni sugli interventi previsti nel corso del 2018. Dalla Bce invece potrebbero emergere giovedì nuovi dettagli sul graduale allentamento del quantitative easing.

Sul fronte macro intanto è stato pubblicato l’indice Zew di dicembre, che ha segnalato una diminuzione oltre le attese (da 18,7 a 17,4 punti, consensus 18) della fiducia economica degli investitori istituzionali tedeschi, mentre il sotto-indice relativo alla situazione corrente è salito a 89,3 punti dagli 88,8 di novembre.

In attesa della riunione della Bank of England di giovedì sono stati divulgati anche i dati di novembre sull’inflazione in Gran Bretagna (+0,3% m/m, +3,1% a/a), lievemente superiori alle previsioni e sui massimi da marzo 2012. Sul Forex l’euro/dollaro scambia a 1,178 mentre il dollaro yen è poco mosso a 113,4 e l’euro risale a 0,883 sterline.

Fra le commodities avanzano le quotazioni del petrolio, con il Wti a 58,3 dollari al barile e il Brent sui massimi di due anni e mezzo, oltre 65 dollari, dopo la chiusura per guasto di uno dei maggiori oleodotti mondiali.

Vendite sull’obbligazionario, con il rendimento del decennale italiano che risale all’1,66%, separato da uno spread con il Bund tedesco in area 135 punti base.

A Piazza Affari avanzano i petroliferi, con ENI a +2,1%, SAIPEM a +2,7% e TENARIS a +2,5% in scia al rialzo del greggio.

Fra i bancari acquisti su INTESA (+0,5%) e su UNICREDIT (+1%) dopo che la Bce ha abbassato le richieste di Pillar 2 di 50 punti base a 200 punti complessivo. L’Istituto di Piazza Gae Aulenti ha poi comunicato questa mattina di aver ridotto la propria posizione in Fino al di sotto del 20 per cento. Intanto l’Ad Mustier è a Londra per fare il punto con la comunità finanziaria sull’andamento del piano ‘Transform 2016/19’ lanciato lo scorso anno e per dare un aggiornamento sui nuovi obiettivi.

Deboli invece BPER (-3,2%), BANCO BPM (-2,4%) e UBI (-2,8%), con Francoforte che ha chiesto a quest’ultima di presentare una nuova roadmap per accelerare lo smaltimento dei crediti deteriorati, anche alla luce dell’acquisizione delle tre good banks.

Sprofonda FERRAGAMO (-4,9%) che sconta il report di Hsbc in cui gli analisti hanno portato il giudizio a “hold” da “buy” e abbassato il target price a 24 euro dal precedente 29 euro.