Ubi – Bce chiede di rafforzare la gestione degli Npl, pur apprezzandone i progressi

La Bce ha chiesto a Ubi, nel corso delle interlocuzioni avvenute in questi mesi, di rafforzare la propria strategia di gestione dei crediti deteriorati, riconoscendone i già notevoli progressi fatti anche dal punto di vista organizzativo.

Nel dettaglio, nell’ambito del processo di revisione dei requisiti prudenziali (Srep), l’Eurotower ha chiesto alla banca lombarda di predisporre, entro il 30 marzo 2018, un nuovo piano operativo per gestire i crediti deteriorati, che consolidi ulteriormente la strategia già attualmente posta in essere dall’istituto guidato da Victor Massiah. Il tutto anche in considerazione dell’ingresso nel perimetro di gruppo delle tre good bank (Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti) rilevate lo scorso maggio.

L’istituto peraltro è già al lavoro sul documento. Come sottolineato nella relazione al 30 settembre 2017 in cui si ricorda che “La positiva evoluzione della qualità del credito si sta rendendo possibile, in virtù di un migliorato contesto congiunturale, ma soprattutto quale conseguenza dei numerosi interventi di riorganizzazione interna e dei processi operativi posti in essere negli ultimi anni per migliorare il presidio del rischio di credito e la capacità di recupero delle posizioni deteriorate, relativamente ai quali è in atto un ulteriore potenziamento in coerenza con il piano strategico sugli npl presentato alla Bce nel marzo 2017. Modello in progressiva estensione alle nuove banche con il perfezionamento delle rispettive incorporazioni”.

Si ricorda che, secondo quanto indicato dalla banca nel bilancio 2016, l’obiettivo dell’istituto era di ridurre l’ammontare dei crediti problematici lordi di 2,7 miliardi tra il 2017 e il 2021, per abbassare l’incidenza sul totale dei crediti dal 14,4% al 10,4 per cento. Il tutto era però riferito a Ubi stand alone.

La tabella seguente riassume l’esposizione complessiva negli npl di Ubi come da bilancio a fine settembre.