Con l’avvio del nuovo anno l’impennata del prezzo del greggio ha consentito alle quotazioni dei titoli del colosso petrolifero italiano di avviare un movimento rialzista e di oltrepassare il massimo relativo intraday dello scorso 7 novembre a quota 14,76 euro, raggiungendo la soglia dei 15 euro.
Il momentum positivo per Eni, che rimane condizionato dall’andamento del prezzo del petrolio, potrebbe registrare una nuova accelerazione con il superamento della sopracitata resistenza a 15 euro, la cui violazione implicherebbe il raggiungimento della successiva barriera posizionata a 15,16 euro. Il breakout di questo livello, confermato in chiusura di seduta, aprirebbe poi la strada verso un primo target rialzista di breve periodo individuabile a 15,45 euro e verso un secondo posto a 15,70 euro.
La prolungata incapacità dei corsi delle azioni del gruppo guidato da Claudio Descalzi di tornare sopra 15 euro, invece, potrebbe favorire un rapido ritorno verso il primo supporto statico individuabile a 14,70 euro. Il cedimento di questo livello rappresenterebbe così un segnale di debolezza, provocando uno scivolone delle quotazioni di Eni in direzione del successivo supporto posto a 14,43 euro. Nello scenario negativo un primo obiettivo ribassista è a quota 14,09 euro e un secondo poco sotto la soglia dei 14 euro, cioè a 13,97 euro. In questo ambito si segnala l’entrata in zona di ipercomprato dell’indicatore RSI.
La performance da inizio 2018 dei titoli Eni è pari al 7,6%, mentre il target price medio sulla base dei contributi di 25 analisti rilevati da Bloomberg è pari a 15,76 euro
Prezzo di riferimento: 14,85 euro
+5,7% è il potenziale rialzista rispetto alla quarta resistenza a 16,20 euro;
+4,0% è il potenziale rialzista rispetto alla terza resistenza a 15,87 euro;
+2,1% è il potenziale rialzista rispetto alla seconda resistenza a 15,16 euro;
+1,0% è il potenziale rialzista rispetto alla prima resistenza a 15,00 euro;
-1,0% è la potenziale flessione rispetto al primo supporto a 14,70 euro;
-2,8% è la potenziale flessione rispetto al secondo supporto a 14,43 euro;
-5,1% è la potenziale flessione rispetto al terzo supporto a 14,09 euro;
-5,9% è la potenziale flessione rispetto al quarto supporto a 13,97 euro.

























